La sconfitta per 2-1 contro il Cagliari sembra aver segnato un punto di svolta nel futuro del Milan, scatenando una crisi interna senza precedenti. Nei giorni successivi alla partita, il proprietario Gerry Cardinale e il senior advisor Zlatan Ibrahimovic hanno avuto confronti tesi, finalizzati a ridefinire l’organigramma societario, ma le decisioni finora prese hanno generato maggiore confusione che chiarezza.
Reset
L’esonero di Massimiliano Allegri dalla guida tecnica, insieme ai licenziamenti dei dirigenti Igli Tare, Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada, non ha risolto i problemi. L’unico passo concreto è stato la nomina di Massimo Calvelli come amministratore delegato, in sostituzione di Furlani. Per il resto, la struttura del Milan rimane instabile: manca ancora un allenatore e un direttore tecnico definitivi, e il ruolo di direttore sportivo è ancora vacante.
Nuove tensioni
Secondo quanto riportato dall’esperto di calciomercato Matteo Moretto, i diverbi tra Cardinale e Ibrahimovic ruotano principalmente attorno alla figura di Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico dell’Austria. Rangnick è in pole per diventare direttore tecnico del Milan con pieni poteri sul progetto sportivo, una soluzione che però non trova d’accordo Ibrahimovic.
Parallelamente, la società ha avviato contatti con Oliver Glasner come possibile nuovo allenatore, ma anche in questo caso la scelta definitiva è ancora in fase di valutazione. La pressione sul Milan aumenta di giorno in giorno, con il mercato estivo alle porte e l’urgenza di costruire una squadra competitiva per la prossima stagione di Serie A e per i traguardi europei. La crisi attuale non riguarda solo la gestione tecnica e dirigenziale, ma riflette un periodo di grande instabilità che il club vive da anni.
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Ibra grande presuntuoso sia da giocatore peggio da dirigente.