Il suo esonero dopo il brutto play-off con l’Atalanta Under 23 e ora il ritorno. Per rianimare la Torres penultima nel Girone B della Serie C, ovvero quella società che lui conosce bene. L’ex giocatore (anche del Cagliari di Ranieri e Giacomini tra il 1989 e il 1992) prende una squadra, che sarà anche più debole di quella che ha lasciato con alcune cessioni, ma a nostro avviso non è da retrocessione. Pazienza, nonostante la vittoria all’esordio in campionato e Coppa Italia) non è riuscito a dare quel qualcosa in più. Ed allora la società ha ponderato bene la situazione. Poteva prendere Serpini e, dopo l’interim di Marco Sanna a Ravenna sabato, ha richiamato la garanzia del tecnico romano che ieri in conferenza stampa ha voluto fare in apertura mea culpa: “Il modo in cui mi sono congedato dal club non rispecchia il mio modo di fare, ma in quel momento c’erano rabbia e delusione. Sicuramente, però, non mi son comportato bene nei confronti della piazza, e questo ci tengo a dirlo. Pensavo che il mio ciclo era un po’ finito a Sassari e non pensavo di tornare. Ma le cose cambiano. Ho avuto diversi contatti con altre squadre in questo periodo, ma niente è andato in porto. Evidentemente era destino. Appena mi è arrivata la telefonata del Club non ci ho pensato un attimo e sono arrivato”.
“Il momento è chiaro a tutti: da questa situazione ci dobbiamo tirare fuori tutti insieme. Questa squadra ha sia le caratteristiche che le potenzialità per farlo. Ho diretto due allenamenti ed ho visto una squadra disponibile e con fame. Quindi i presupposti non mancano, ne sono fermamente convinto. Il resto son solo chiacchiere. Sabato sappiamo che sarà dura, ma ci proveremo. Non guardiamo a cosa è stato fino ad ora, quindi pensiamo a fare punti con la testa un po’ più leggera: dobbiamo giocare per riavere le certezze che ovviamente ora non hai per ovvie ragioni”.
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