“Sono davvero contento, la piazza ha risposto molto positivamente al rinnovo e ora sta a me insegnare ai ragazzi come si sta a Cagliari e cosa significa giocare per questa maglia. Noi più grandi dobbiamo dar loro una mano”.
“I nuovi? Sono tutti bravi ragazzi, ci vuole tempo per affiatarsi e conoscersi. Il mister? Ci conosce, è arrivato preparato e sa con che uomini ha a che fare”.
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Ma che fine ha fatto il mitico CONTI ……?????????????????????????????
❤️💙
Grande PAVOGOL Tu sai come si tramandano le tradizioni Sarde e CAGLIARITANE ,…SE VOGLIONO L’ICHNUSA DEVONO PRIMA MERITARSELA! …
Grande Capitano ♥️💙
Posso dirla una cosa?
Finalmente su Calcio Casteddu in questo post si parla di sociologia del calcio e niente insulti.
Tasinanta seguo i tuoi commenti e non sono di parte ed è per questo che sono interessanti. Qui come in tutte le arene c’è anche chi insulta ma alla fine ci stà, nella società come in natura la diversità crea equilibrio e preferisco leggere critiche che aiutano alla crescita che i soliti noiosi che la vedono o bianco o nero.
I 4 gatti😸😸😸😸, che sono ormai diventati solo 2 😸😸 hanno visto che non tira aria buona per loro dopo i boom di abbonamenti e dell’esplosione di gioia e di entusiasmo che tutti noi abbiamo per la nostra squadra ♥️💙 e per il lavoro di Mister Nicola. Però non ti illudere alla prima occasione vedrai che metteranno nuovamente il muso fuori con catastrofi ed insulti. Basta pensare alla marea di banalità scritte alla notizia della vendita di Sulemana. Ci son voluti un paio di giorni per capire innanzitutto che quando l’Atalanta chiama un giocatore e gli offre uno stipendio minimo… Leggi il resto »
Pensa a segnare gol solo così puoi insegnare
Purtroppo il Cagliari sta man mano perdendo la sua identità, prima era un posto dove si combatteva e ‘moriva’, Conti, Cossu, Joao Pedro e tanti altri ancora prima Oliveira, Jeda, Abejon e tanti altri.
Ora questa capacità di fare diventare i giocatori parte integrante di un tutt’uno sta scomparendo, e questo mi fa male.
Pavoletti è l’ultimo baluardo, ma che si voglia ‘uccidere’ lo spirito indomito che ci contraddistingue è evidente.
Mamma mia,Joao Pedro, ci ha messo 5 anni prima di diventare un calciatore di Serie A , infatti per la,società in quell’anno era una zavorra che nessuno avrebbe nai comprato, poi finalmente gli ultimi anni è esploso, e con un anno di ritardo è stato ceduto.
Direi che il discorso andrebbe esteso a tutto il mondo del calcio, oramai non più raffrontabile con quanto vissuto banalmente venti trenta anni fa. Credo che l’errore più grande risieda nell’aspettativa del tifoso che vorrebbe rivivere emozioni ormai anacronistiche. Gli interessi economici associati allo sviluppo non solo delle società sportive ma anche del territorio in cui sono inserite (il nord la fa da padrona in serie A non a caso) sono ormai realtà, non si può fingere che non esistano.
È vero quello che dici. È anche vero che il presidente del Cagliari è titolare di una medio piccola società calcistica in un contesto regionale, unico in Italia e non solo, dove detiene l’esclusiva, per mancanza di concorrenza di altre piazze del monopolio calcistico. Insomma, il Cagliari è un po’ bel bocconcino.
Il contesto regionale purtroppo è disastroso, nessun imprenditore serio oggi in Sardegna verrebbe ad investire, lo dimostra il fatto che Giulini oggi e Cellino prima, l’impresa l’avevano in casa. Dopodiché inserisci il Cagliari calcio nel panorama calcistico nazionale attuale e ti accorgerai di tutti i limiti gestionali e sopratutto economici da superare. Il fatto di essere una regione intera non è un plus al contrario, tutto ruota intorno a “cosa questa regione può offrire in termini di guadagni economici ad un imprenditore o a un fondo”.
I problemi da te descritti esistono. Sono convinto che appena appena Giulini lasciasse, cosa difficile, ci sarebbe la fila di potenziali acquirenti della società.
Io penso proprio che non sia così. Quando Abramovich voleva il Chelsea , non è che fosse in vendita, gli ha fatto una proposta di acquisto non rifiutabile, così va per il Cagliari.
Se ci fosse qualcuno seriamente interessato, Giulini o non Giulini avrebbe fatto almeno una proprosta di acquisto invece non c’è mai stata nemmeno l’ombra di ciò.
Giulini è il presidente del Cagliari, viva Giulini. Il Cagliari è e resterà appetibile.
“Nessun imprenditore serio oggi in Sardegna verrebbe ad investire”, non capisco da dove traete queste conclusioni, anche se io ho sospetto che sia la solita atavica impotenza acquisita nel vostro DNA. Vorrei solo ricordare e faccio un solo esempio ma ne potrei fare tanti altri che un “aziendina” come la definireste voi come il Forte Village che è un resort tra i più famosi e prestigiosi al mondo (citato anche in alcuni film) è di proprietà straniera, produce professionalità ed eccellenze riconosciute a livello mondiale (la maggior parte sarda). Ripeto non mi spingo più avanti perché esempi ce ne sarebbero… Leggi il resto »
L’unico che avrebbe potuto investire poteva essere proprio il Forte, palazzo Doglio e company, le professionalità locali sono indubbie, quello che conta però è chi investe, sopratutto vanno calcolati costi e benefici. Ora dimmi, investire oggi nel Cagliari calcio che tipo di introiti può generare? Introiti considerevoli intendo, non diritti tv abbonamenti o magliette.
A parte le cosiddette grandi, tutte le altre hanno gli stessi problemi del Cagliari. Solo che in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Veneto etc si devono dividere il campanile, in Sardegna c’è solo un suono.
Non direi, basta vedere la Liga che ha un giro di soldi ben più importante, ma nessuno strapperà mai di dosso all’Atletic Bilbao la sua natura.
Mi piace la tua considerazione Mez non fosse altro per il fatto che ben 8 elementi della spagna campione d’Europa sono Baschi allenatore compreso perciò ritengo che sia una scelta che alla fine produce grandi risultati
Ma infatti non ho detto che è la nostra realtà, ho detto che lo è stata e che la stiamo perdendo accettando qualsiasi situazione.
Ma per un Sardo avere una squadra con una forte identità è importante, a noi piacciono più i giocatori che si calano nel ruolo che non i giocatori che vengono qui perché da qualche parte devono giocare anche se bravi, diamo la possibilità a chiunque, ma è quello che amiamo, dare tutto per la maglia.
Se sanno che tra una o 2 stagioni andranno via, perché quella è l’impostazione, viene a mancare il sale.
Beh, poi se ci mettiamo pure ad insultare e denigrare continuamente l’unico sardo che gioca…Mentre invece bisognerebbe supportarlo almeno lui sappiamo quanto ci tenga alla maglia.
Io onestamente non l’ho mai denigrato, anzi sempre difeso le scelte di Ranieri, però devo essere onesto e dire quello che penso in questo caso specifico, non va bene per la serie A, suda la maglia ma non ha le qualità tecniche sufficienti per fare il titolare, va bene da subentrante se si sta vincendo, perché è un cagnaccio e segue il portatore di palla avversario.
Però in tutta onestà non può fare una stagione da titolare come la scorsa, solo un organico scadente glielo ha permesso.
Va bene vedremo come la pensa Nicola. Quello che non capisco è questo però: hai detto che l’organico era scadente e che per questo Deiola ha giocato, giusto? E allora perché non te la prendi con quelli più scadenti di Deiola invece di prendertela con lui? Stai dicendo tu stesso che gli altri erano più scarsi di lui, per questo ha giocato! Però te la prendi con lui che tu stesso ammetti che è più forte degli altri! Proprio non vi capisco!
Citi giustamente l’esempio di una società che storicamente ha strutturato la sua esistenza in quella direzione, assolutamente mai confrontabile con la nostra. Una storia distante anni luce dal nostro realtà.
Pavoletti merita la stima di tutti i tifosi del Cagliari… Molto più cagliaritano lui di alcuni cagliaritani doc…. E qua mi fermo. Chi ha orecchie per intendere intenda…. Per caso mi riferisco a uno strisciato qualunque?
Se la metti segna Pavoletti. Bisogna metterla però.
Felici e Zortea la mettono
Sei un fenomeno…👏👏👏👏👏👏👏👏
Questo significa portare nel cuore i colori rossoblu..