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Langella/2: “I rossoblù rappresentano la Sardegna: devono fare di più”

Seconda e ultima parte dell'intervista all'ex rossoblù Antonio Langella, realizzata dal programma "Il Cagliari in diretta" su Radiolina.

UDINE. “In questo momento il Cagliari ha tanti buoni giocatori in rosa. Ne cito uno, Viola, che può dare il suo contributo sulla trequarti anche se non ha continuità di utilizzo. Nomino lui e Nández, come elementi davvero in grado di fare la differenza. I miei allenatori? Sono molto legato a Nedo Sonetti. Mi buttò subito nella mischia. Poi a Delneri, Reja, Arrigoni, Bernardo Mereu. La mia esperienza a Udine mi vide arrivare da Bergamo, per sostituire Di Natale in procinto di andare alla Juventus: un fuoriclasse, Antonio, ma alla fine non si mosse dal Friuli. L’inizio del ritiro fu assurdo: eravamo quasi 50 giocatori, per i rientri dai prestiti e il tecnico Marino si trovò in logica difficoltà. Il consiglio che do ai bambini oggi? Guardare poco la televisione e divertirsi, perché a quell’età vincere o perdere non deve contare nulla. Uscire dal campo con il sorriso è la cosa più bella. Mi sono divertito a giocare a calcio, con il passaggio al professionismo ho perso però un po’ di spinta interiore“.

FARE DI PIÙ. “Quando le cose vanno male, se la testa non è a posto e non c’è carattere, diventa tutto molto difficile. Speriamo che la partita di Udine, grazie a un successo, possa confortare il Cagliari. Il problema numero uno è il gol: ma credo sia frutto di una ormai lunga permanenza nelle zone basse della classifica, che fa perdere fiducia e voglia di lottare. Lapadula a mezzo servizio tutto l’anno, le vittorie arrivate in extremis… I rossoblù rappresentano un’intera regione ed è necessario fare di più“.

RIVA. “La domenica dopo la vittoria contro l’Inter, in cui feci una grande partita, tornai a casa con tutti gli amici e i familiari pronti a festeggiarmi. Ricevetti una telefonata da Gigi Riva, da un numero fisso con prefisso cagliaritano. Frastornato dai festeggiamenti delle ore precedenti, non credetti alle sue parole: ‘E allora io sono Superman‘, chiudendo la telefonata. Dopo 10 minuti un’altra chiamata, ancora Gigi. Mi ricordai solo in quel momento che Cellino mi aveva detto: ‘Sei in preallarme per la convocazione in Nazionale: Cassano non sta bene, se non può andare a Coverciano chiamano te’. Partii insieme a lui per il ritiro azzurro: una grande emozione, soprattutto rendermi conto che davanti a me avevo campioni che l’anno dopo avrebbero vinto il Mondiale“.

ZOLA. “Abbiamo fatto grandi cose con Gianfranco Zola nel Cagliari. Il merito dei successi di quel periodo, è al 95% suo. Con lui è stato completato il puzzle, che è diventato a quel punto magico. Un fuoriclasse, le cui qualità andavano a nozze con le caratteristiche mie, di Esposito e Suazo. Oggi? Sto seguendo a Sorso, insieme a Marco Asara e Michele Fini, una scuola calcio creata da zero. Quest’anno lavoriamo con 320 bambini“.

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