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Cagliari-Lazio, doppio ex: la storia di Stefano Di Chiara

Un ottimo difensore, dal carattere fiero, che vestì anche le maglie di Cagliari e Lazio: ripercorriamo la figura di Stefano Di Chiara.

(Foto: laziowiki.org)

BIANCOCELESTE. Un vero cuore laziale, quello di Stefano Di Chiara, poi portato con passione in giro per lo Stivale da ottimo difensore. Nato a Roma il 21 febbraio 1956, ha vissuto le primissime esperienze con il calcio vero respirando gli anni immediatamente successivi allo Scudetto della Lazio 1974. Tuttavia, non sarebbe riuscito a indossare la casacca biancoceleste in Serie A: collezionando però una gara in Coppa Italia e un’altra in Coppa UEFA (Barcellona-Lazio 4-0, 5 novembre 1975), più lo Scudetto Primavera 1976. Gioca poi tre stagioni nella Pistoiese, poi nel 1979-80 indossa i colori del Genoa. Inizia anche l’annata 1980-81 con i liguri. Ma dopo tre presenze in B, a ottobre lo acquista il Cagliari.

CAGLIARI. Con i sardi debutta in massima serie il 21 dicembre 1980: Cagliari-Brescia 1-2, subentrando al 41° minuto a Claudio Azzali con il numero 13. Purtroppo, sarà una sua autorete a decidere l’incontro al 66°. Altre 5 apparizioni – titolare contro Como, Udinese e Catanzaro, subentrato con Juventus e Bologna – chiudono la sua esperienza nell’Isola. Nel campionato 1981-82 viene ceduto a ottobre alla Cremonese, in B. È tra i protagonisti, accanto al più giovane fratello Alberto, della prima storica promozione del Lecce in Serie A nel 1985. Le 23 presenze dell’annata successiva saranno le ultime della carriera nella massima categoria per Di Chiara I, come riportato dalla Panini. Dopo la quarta stagione lascia i salentini per giocare con Messina, SPAL, L’Aquila e l’ultima partita nell’Ascoli, nel 1990, avviato verso i 35 anni.

RISPETTO PER RIVA. Ha allenato successivamente diversi club, anche in Serie B – Fermana e Ravenna – fino all’ultima esperienza del 2014. Molto attivo su Facebook, è un fervente sostenitore del cosiddetto “calcio di una volta” in perenne disprezzo di tutto ciò che riguarda il pallone di oggi, con un occhio di riguardo per le vicende della Lazio. Un fiero oppositore dei poteri forti. In occasione della recente scomparsa di Gigi Riva, ha pubblicato più post in onore di Rombo di Tuono, che lo portò in Sardegna da giocatore: “Mi ha voluto a Cagliari, non ho risposto alle sue attese: un periodo diciamo no. L’ho ritrovato a Legnano da allenatore. L’uomo, il carisma oltre il giocatore… immenso. Sembra tutto così vicino ed invece il tempo vola… Pensavo che uno come lui fosse immortale…“. Con una chiara presa di posizione anche in occasione dei funerali, in polemica contro i politici in prima fila per le esequie di Riva.

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