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12 aprile 1970. Quando l’Italia, da continentale, divenne insulare

Fiumi di inchiostro, in questi 53 anni, hanno scandito il peso specifico dello Scudetto cagliaritano ben oltre l’aspetto sportivo. Non ultimo, quello legato a un’Isola finalmente alla ribalta

Il suo percorso tra le parole e il calcio, con il condimento di gesti concreti, ne ha nobilitato la figura. Massimo Della Pergola, giornalista classe 1912, è noto per aver inventato il concorso del Totocalcio. Un sogno, forse un miraggio, che ha alimentato per decenni i desideri di milioni di appassionati di pallone. Ma pure nella veste di cantore dei fatti calcistici, dalle colonne del quotidiano torinese La Stampa, il triestino Della Pergola costruì una solida fama. Tre giorni dopo il matematico Scudetto conquistato del Cagliari, il 15 aprile 1970, pubblicò un articolo che spiegò subito come l’evento sarebbe stato fondamentale anche sul versante geopolitico. Con un tocco di eccezionale romanticismo evocativo.


Tutto, ormai, sembra già lontano. L’antica formula monarchica è stata pronunciata: è morto il re, viva il re. Il nuovo monarca del campionato si chiama Cagliari I. Lo hanno preceduto, a ritroso, Fiorentina II, Milan IX, Juventus XIII e Inter X. È accaduto in una domenica di aprile, dopo 2520 minuti di lotte e di speranze, di attacchi e contrattacchi, di gol fatti e di gol subiti. Ne restano da giocare ancora 180 che non contano, se non agli effetti di un rinnovato duello tra Juventus XIII e Inter X per il posto di paggio d’onore di Cagliari I. Di colpo il presente e il futuro si sono trasformati in passato“.

La Sardegna è emersa dalla nebbia e si accinge a brillare in tutta Europa. Tramonta il mito dell’Italia continentale e nasce quello dell’Italia insulare. La prima più famosa isola calcistica fu quella della Gran Bretagna: la seconda è, ora, quella di Sardegna. Il calcio moderno ritorna alle sue origini insulari. L’Inghilterra è risalita al primo posto nei mondiali del 1966. L’ascesa del Cagliari ripropone ora agli italiani una promessa in vista dei mondiali 1970. Cagliari e Riva, Scopigno e quoziente reti di 3,454, Domenghini e Nené, gol, vittorie e primati, hanno già assorbito tutti i vocaboli elogiativi di questa terra“.

Scottano le mani, ancora impegnate ad applaudire un’impresa calcistica che ha suscitato ammirazione e stupore, clamore e rassegnati riconoscimenti. Questo è il momento dell’unanimità dei giudizi e delle lodi. Questa è la settimana d’onore del Cagliari e dei suoi atleti, e anche di tutti coloro che giureranno a se stessi e agli altri di avere previsto ogni cosa“.

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