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ESCLUSIVA – Bravi: “Ranieri, bene: bisogna mischiarsi alla gente. Vi racconto Tiddia”

L’ex portiere del Cagliari Enzo Bravi oggi compie 69 anni. CalcioCasteddu lo ha raggiunto idealmente a Livorno, dove festeggerà il suo compleanno

Buon compleanno, Enzo: dove lo festeggerai? Dimmi cosa pensi del Cagliari attuale.

Di solito sto all’Isola d’Elba, ma oggi festeggerò il mio compleanno a Livorno con i miei cari. Il Cagliari lo seguo, certo: ma questo calcio mi ha un po’ schifato. Ho una percezione del mondo del pallone come era una volta, sostengo che sia un po’ sparito. Con l’avvento di Ranieri la squadra è migliorata, non credo ci siano problemi per centrare i playoff. Vedo il Frosinone superiore, probabilmente anche il Genoa. La prima metà di stagione con Liverani? Le colpe vanno a monte, verso la società. Magari mettiamoci pure che il predecessore di Ranieri non avesse lo stesso carisma e questo si tramuta in entusiasmo. Di sicuro, ciò che i giocatori rossoblù non hanno fatto prima, devono farlo ora. Non si sfugge“.

Come vedi l’incontro di sabato all’Unipol Domus contro il Südtirol?

Per il Cagliari, con il Südtirol, sarà dura. Bisoli ha fatto un ottimo lavoro: però come rosa, ambiente e classe, per me la squadra di Ranieri è superiore“.

Parlami del valore che Cagliari riveste per te.

A Cagliari sono stato solo due anni, ma è la mia seconda casa. Mi sento spesso con Gigi Piras, almeno una volta al mese, è un punto di riferimento: persona perbene, pulita, onesta. Vengo spesso in Sardegna, non necessariamente a ricordare il passato. Ho un bel ricordo come gruppo, sento e vedo spesso Roberto Corti. Viaggio parecchio, sono andato a trovare recentemente Francesco Casagrande a Treviso. Eravamo un bel gruppo e questo resta indelebile nel tempo. Amici veri. Si litigava anche, ma fuori eravamo molto legati. Poi Brugnera, ho fatto visita pure a Roberto Canestrari a Fano. E ancora Quagliozzi, Bellini, Dessì. Abbiamo un gruppo dei Bersaglieri, calciatori che tanti anni fa avevano svolto il servizio militare alla Cecchignola. Riccardo Dessì era il medico. L’anima di questo gruppo, neanche a farlo apposta, è un altro ex rossoblù: Antonio Logozzo. Una volta all’anno viene organizzato un incontro, quest’anno è stato a Maratea. Prima del Covid a Grosseto. Questa è una delle belle cose che mi ha lasciato il calcio“.

La maglia rossoblù, la figura di Mario Tiddia, che squadra…

Grandi vittorie, con la promozione in A e non solo. Anni belli, magari poter giocare ora: avremmo molti soldi in più! (ride, ndr). Mario Tiddia… mi vengono in mente tante cose. Mi portava a casa sua a Sarroch. Perd’e Sali, i pomodori del suo orto. Il rapporto con lui era buono. Giustamente c’erano i ruoli da rispettare, però era una persona umile. Come dimenticare i ritiri a Is Morus! Andavo in chiesa con lui. Lo ricordo con grande affetto. C’era anche Gigi Riva, sempre vicino alla squadra. Anche se eravamo in amministrazione controllata con il presidente Mariano Delogu attentissimo alle spese, allora la gestione generale era più umana. Oggi le squadre di calcio non sono più unite al loro interno. La Nazionale? Ho discusso male con un mio amico giorni fa proprio su questo. Non è facile fare il ct: la questione dei giocatori italiani di valore è vera, basta vedere il numero di stranieri anche in Serie B. Mi sono disamorato del calcio, che è cambiato veramente a 360 gradi“.

Cosa pensi della scelta di Ranieri di portare la squadra nei paesi, come faceva già più di 30 anni fa?

Ranieri ha fatto bene: la squadra deve mischiarsi ai tifosi che mantengono la squadra, alla gente. Facevamo le trasferte a destra e a sinistra ai miei tempi per lo stesso motivo, ed eravamo contenti! Oggi ognuno scappa per i fatti suoi e tanti saluti. Ranieri è un uomo esperto e sa il suo. Giocatori e allenatori passano, i tifosi restano sempre e bisogna prendersene cura. La rovina sono i soldi che girano nel mondo del pallone. Ma tutto ritornerà indietro, vedrete…“.

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