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ESCLUSIVA – Scardina: “Cittadella e Cagliari: motivazione è la chiave”

L’ex difensore del Cittadella Francesco Scardina, esperto della cadetteria, presenta il match tra i padovani e il Cagliari in esclusiva per CalcioCasteddu

(foto di copertina: Scardina capitano dell’Huesca contro il Barcellona in Copa del Rey, accanto ad Andrés Iniesta)


Il campionato cadetto, che tu conosci molto bene, quest’anno è molto competitivo per la classifica corta e il valore delle squadre coinvolte. Che idea ti sei fatto della B 2022-23, per i valori espressi finora?

Il campionato di Serie B, in generale, é sempre stato molto competitivo dalla prima all’ultima giornata. Ovviamente, escluso l’anno in cui scesero in B Napoli, Juventus e Genoa. Vivendo in Spagna purtroppo non riesco a seguirlo quanto mi piacerebbe fare, anche se spesso riesco a vedere qualche partita in streaming. Mancano ancora tante partite, però la squadra di Fabio Grosso quest’anno sembra avere qualcosa in più rispetto alle rivali. La vedo più compatta e costante. In casa non ha mai perso e questo é fondamentale. In zona retrocessione lo scenario è molto più equilibrato: 7 squadre in 5 punti. Mi ha sempre appassionato la seconda parte del campionato cadetto, perché sembra sempre che ci sia una squadra ormai retrocessa ed invece succede di tutto nelle ultime partite“.

Discorso promozione. Frosinone capolista, dietro discorso apertissimo: scommetti sulle tre che saliranno e chi potrebbe rivelarsi una sorpresa nelle prime posizioni.

Direi Frosinone (in base a quanto detto prima) e Genoa per la promozione diretta. Il terzo posto a disposizione non saprei, direi Reggina ai playoff. Ma occhio al Bari che fuori casa perde pochi punti e potrebbe intromettersi nella lotta e allo stesso Cagliari, che in casa è la seconda miglior squadra del campionato: mister Ranieri potrebbe dare quella marcia in più“.

Capitolo Cittadella, società in cui hai militato tra il 2010 e il 2012. Qual è la tua opinione sulla squadra guidata da Gorini, alla ricerca di punti per allontanarsi dalla zona pericolosa?

Conosco molto bene Gorini, ha le idee molto chiare. È alla prima esperienza su una panchina di livello e, come tutti, ha bisogno di tempo e fiducia. Il Cittadella era partito bene, poi ha perso qualche punto per strada (a volte anche immeritatamente, perché esprime un buon calcio). Però ho molta fiducia nel Mister e nelle sue capacità. Penso che alla fine riuscirà a porterà la squadra alla salvezza“.

Passiamo al Cagliari. La retrocessione dolorosa, una prima metà di stagione con Liverani più complicata delle attese e poi una rivoluzione tra panchina e dirigenza. Cosa potrebbe aver condizionato di più la prima metà di stagione?

Difficile saperlo da fuori, ad inizio stagione sono state fatte delle scelte. Si è puntato su una difesa giovane, altri in cerca di rilancio e solo un giocatore d’esperienza. Un discorso di leadership venuta a mancare da dentro lo spogliatoio, probabilmente,  forse la relazione giocatori-allenatore. Però ripeto, sono solo supposizioni perché ovviamente non conosco le questioni interne alla squadra“.

Abbiamo citato Gorini, aggiungo Ranieri. Il tuo parere sui tecnici che domani cercheranno punti per i rispettivi obiettivi.

Qui poco da dire, Ranieri é il valore aggiunto. Secondo me è uno dei migliori allenatori italiani in circolazione e sempre sottovalutato in generale. Grandi idee e grande personalità. La partita? Due stati d’animo differenti: il Cittadella cerca punti come l’ossigeno per allontanarsi dalla zona calda, mentre il Cagliari deve vincere per rimanere attaccato al treno playoff. Sarà una bella gara“.

I tuoi ricordi dell’esperienza con il Cittadella, a livello calcistico, ambientale e privato.

Cittadella… beh: una famiglia per me. Parlo a livello di spogliatoio, lo staff, la dirigenza e soprattutto i tifosi. Fattori ideali per esprimersi al meglio. A livello calcistico purtroppo quel periodo è coinciso con un infortunio al ginocchio, che mi ha tenuto tanto tempo fuori dal campo. Mi sarebbe piaciuto continuare tanti altri anni in quel club, però sono state fatte altre valutazioni e quindi sono andato a giocare in Spagna“.

Che partita ti aspetti oggi al Tombolato?

Come ho detto prima, sarà un bel match. Entrambe cercano punti importanti per obiettivi diversi. Saranno determinanti le motivazioni e chi saprà sfruttare al meglio le occasioni a disposizione“.

C’è mai stata la possibilità di un trasferimento nel Cagliari nella tua carriera?

Che io sappia no, purtroppo. Però mi sarebbe piaciuto. Quando ero al Chievo, giocavo con Antonio Langella e nel Cagliari giocava Michele Ferri, un mio grande amico di quei tempi: mi parlavano benissimo della società e ovviamente della splendida città. Senza dubbio la presenza del Cagliari dà lustro alla Serie B, per la storia e i giocatori importanti che hanno indossato la maglia rossoblù“.


IL PROFILO.

Francesco Scardina è nato a Rivalta di Torino (Torino) l’11 dicembre 1981. Difensore centrale cresciuto nella Juventus, è arrivato alla prima squadra senza esordire in campionato, ma sedendosi in panchina per due match tra il 2001 e il 2002. Tre esperienze in prestito – Cesena, PAOK Salonicco e L’Aquila – poi nel 2003 la cessione al Crotone. Tre annate in Calabria e altre due al Vicenza, sempre in cadetteria, e infine la chance di giocare in A con il Chievo. Con i veronesi ha collezionato 14 presenze in massima serie. Al Cittadella dal 2010 al 2012 (40 match e un gol realizzato, dove è stato anche capitano), vede l’avventura minata da un infortunio al ginocchio. Chiude alla Nocerina e in Spagna all’Huesca, prima del ritiro nel 2015. Ha disputato 137 partite con 4 reti all’attivo nel torneo cadetto italiano. Si è stabilito a Barcellona, dove lavora come Amazon Seller FBA e allenatore a livello giovanile in un club dilettante della città catalana. Il sogno è quello di passare al professionismo nel prossimo futuro.

® RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

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