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ESCLUSIVA – Bagni: “Castori? Gli interessa il risultato, non il bel gioco”

L’ex azzurro Salvatore Bagni, apprezzato commentatore e brillante operatore di calciomercato a livello internazionale, parla in esclusiva a CalcioCasteddu di Cagliari-Perugia e della situazione delle due squadre

CAGLIARI. “Ha buttato via la Serie A a Venezia. Poi ora ripartire non è semplice, ho visto che ci sono stati dei cambiamenti recenti in società. Sicuramente la piazza è delusa e dovrebbe stare sempre in A come Perugia, piazze di tradizione. La delusione è stata enorme, per il modo con cui è arrivata la retrocessione. Non si dimentica tutto ripartendo per una nuova stagione: la squadra sta infatti faticando“.

PERUGIA. “L’ho visto giocare a Modena. Ha un allenatore, Fabrizio Castori, che ha fatto benissimo dalle mie parti. Tecnico di categoria, dà intensità e coraggio. Poi ci sarà il mercato a gennaio per cercare di correggere qualcosa, se sarà necessario. Perugia squadra pratica, concreta, come il suo Mister. Gli interessa il risultato, non il bel gioco. Anche nella gara che ho visto contro Tesser, ha fatto un’ottima prestazione puntando a ripartire senza regalare nulla. Proprio ciò che deve aspettarsi il Cagliari. Gli umbri lotteranno, come da DNA di Castori, che si chiude e riparte. A Perugia conosco bene il ds Castagnini: abbiamo ricordato giorni fa di quando scovammo nel Banfield James Rodríguez, proponendolo alla Juventus. Renzo lavorava a Torino e io collaboravo con il procuratore Bruno Carpeggiani. La Juve non lo prese. Castagnini è ottimista per il campionato del Perugia, anche se sa che è il momento molto difficile“.

TALENTI E CADETTERIA. “Ai Mondiali non si scopre nulla, ora si sa tutto di tutti ovunque. Il Cagliari, per esempio, ha preso Makoumbou in Slovenia: un bel colpo, perché possiede tecnica e controllo di palla in velocità e sa saltare l’uomo. Rog e Nández sono ottimi giocatori, però non sono riusciti finora a dare l’apporto sperato in B perché le loro qualità sono differenti dal tipo di campionato in cui militano. Un gioco diverso, che mette in difficoltà i giocatori di un certo livello. Sono sicuro che in Serie A tornerebbero in fretta i giocatori visti in passato. In cadetteria devi correre, lottare… Perché è più difficile giocare in B che in A. In Slovenia e Croazia, dove mi reco spesso per l’attività di operatore di calciomercato con la mia agenzia, si trovano ottimi elementi nonostante il livello del calcio a quelle latitudini, che viene spesso sottovalutato“.

SERIE B. “Si tratta di una A2 vera e propria, con tante squadre blasonate. Ad esempio il Parma, con un potenziale economico enorme, fa ugualmente fatica. Non viene chiesto di giocare il più bel calcio che esista: ma piuttosto di trovare la ricetta giusta tra alcuni calciatori capaci di fare la differenza e tanta corsa. Non esistono partite scontate e c’è grande equilibrio“.

RIVA. “Persona umile, straordinaria, perbene, riservata. Valori importanti, derivanti da famiglie che badavano al sodo, al lavoro e non stavano molto addosso ai ragazzi più liberi di esprimersi. Del Riva calciatore sarebbe superfluo parlare: a me piace l’uomo. Ha amato Cagliari con i fatti, non con le chiacchiere. L’ho avuto in Nazionale come dirigente, un grande privilegio. Avvicinamenti alla maglia rossoblù da giocatore? No, non è mai successo. Però ho ottimi ricordi del Cagliari, perché gli ho segnato diversi gol!“.

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