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Il dribbling di... Mario Frongia

IL DRIBBLING DI… Mario Frongia. Cagliari, ko immeritato all’Olimpico

Partita dignitosa con una Roma opaca. In attesa di colpi meditati dal mercato. Squalifiche per Pavoletti e Carboni, out domenica con la Fiorentina

Reduce da due vittorie salvavita in rimonta e con undici assenti. Il Cagliari ha sfidato la Roma, otto pedine fuori causa. Il calcio moderno. Dettato, oltre che dalle tante scelte avventate e inidonee della dirigenza, da contagi, infortuni ed epurazioni. Male. La baby e convincente difesa (Bellanova e Lovato) sta a casa in isolamento. Anche Aresti, Grassi e Oliva hanno il Covid, Il play è ancora in Uruguay ed è nella lista dei partenti: con Pajac, uno dei tanti enigmi in casa rossoblù, da anni a caccia di registi e terzini sinistri convincenti. Mentre Pereiro gioca dal via, eroe dei Sette mari dopo il gol partita al Bologna. Mazzarri ha poco margine di manovra.

Ha buttato nella mischia Goldaniga, appena arrivato ad Asseminello: un solo minuto in campo nel 2021/20, con il Sassuolo! “Mi sono allenato con la squadra da giovedì” ha detto il centrale. Il tecnico tiene fuori Lykogiannis per Dalbert e inserisce Zappa a destra. E, soprattutto, recupera Nandez. Il gioiello tecnico uruguaiano, oggetto di mercato e calamita di problemi, di salute e personali, fresco negativizzato, va in panca. La Roma, reduce dal ko con il Milan e dalla rocambolesca sconfitta con la Juve da 3-1 a 3-4 in 7’, parte furiosa. Perso capitan Pellegrini per un fastidio durante il riscaldamento, ecco Veretout, Mourinho conta sul neoacquisto l’ex Porto, Oliveira.

ROMA OPACA, CAGLIARI IN CONTROLLO. Primo brivido dopo 3’: Maggioni fischia fallo da rigore di Carboni su Zaniolo. Il var lo chiama e l’arbitro annulla: il primo tocco è sulla palla. La Roma innesca le ripartenze in velocità, il Cagliari annaspa ma regge con attenzione: la distrazione perpetua del girone d’andata pare quasi scomparsa. Abraham vince i duelli con Goldaniga, Maitland-Nils su Dalbert. Cragno c’è. Pian piano la squadra cresce. I padroni di casa? Lenti, prevedibili, imprecisi. Giallo per Oliveira, Pavoletti e Carboni: erano in diffida, centravanti e difensore saltano la prossima con la Fiorentina.

La partita è noiosa, i cinquemila dell’Olimpico si staranno chiedendo quanto siano stati fortunati nel sorteggio! Arriva il giallo anche per Dalbert: fallo di mano e rigore (ancora segnalato dal var, Pairetto) su tiro di Veretout. Batte Oliveira: palla da una parte, Cragno dall’altra, 1-0. La reazione è debole. Mancini abbatte Joao Pedro, ammonito. Ma è la Roma, obbligata a fare la partita, a giocare davvero male. Intanto conferme da Carboni, molto bravo su Zaniolo: poco incisivo, chissà la gioia di Mancini in vista dello spareggio che vale i mondiali in Qatar!

SCONFITTA IMMERITATA. Si riparte con una serie di passaggi sbagliati, palle regalate senza pressione e confusione che neanche in Prima categoria! La Roma costruisce due buone ripartenze ma non conclude. Il Cagliari gestisce il palleggio e rimane in gioco. Ma per riprenderla serve altro. Felix grazia Zappa per la seconda volta. Marin? Non pervenuto. Mazzarri sbraita, i suoi mancano di personalità e coraggio negli ultimi venti metri. Mourinho potrebbe dire lo stesso. La Roma gioca in surplace: svagata, modesta e irritante. Finalmente un tiro, Veretout, Cragno blocca in due tempi. Un’altra bandiera uruguaiana – ma se Godin, fresco di firma con l’Atletico Mineiro, ha parlato di “falsità e malafede della dirigenza”, Caceres pare voglia resistere. Però la società, che aveva dedicato la terza maglia all’Uruguay, sembra averal ammainata.

Dopo 70’, al di là dei gol importanti e last minute, Pereiro va in doccia. Compitino pressoché impalpabile. Ecco, Nandez. Carboni calcia al volo in curva, nel ribaltamento Zaniolo si divora il raddoppio. Esce Felix per Shomurodov. Lykogiannis subentra a Dalbert. Intanto, miracolo di Rui Patricio su deviazione di JP10 (sei gol alla Roma, a secco da cinque gare), palla sulla traversa. Il Cagliari avrebbe meritato il pareggio. Zaniolo esce, coccolato da Mourinho, per Karsdorp. La Roma è indisponente, arriva in area più volte in superiorità numerica, tentenna e spreca. Gagliano, ben ritrovato, dà il cambio ad Altare. Ed è Nandez a stoppare male di fronte a Rui Patricio una palla deliziosa. Mou fa debuttare un 2004, Keramitdis. Finisce così. Con la dodicesima sconfitta stagionale. C’è poco da festeggiare.

NOTARELLA.
Scrive un tifoso: “Cugurra Mihajolovic, ha detto che la ruota gira. Eccome, se gira!”. Proviamo a ragionare. Da Bologna, fonti certificate confermano che pochi giorni prima del match vinto 2-1 dalla squadra di Mazzarri, il club rossoblù abbia detto no, chiamandosi fuori, allo spostamento di 24 ore del match. Si è vinto, amen. Però, peccato. Per due ragioni: quel Bologna, fermo da una settimana e con vari top player assenti (ha giocato Falcinelli che era fuori rosa) è crollato dopo un’ora e sarebbe andato ko anche la sera dopo, mercoledì. Inoltre, nel mondo del calcio si fa ma non si dice: accogliere la richiesta del Bologna avrebbe garantito “amicizia, complicità e solidarietà” nei mesi che verranno. Gli emiliani, che salvo exploit si sistemeranno a metà classifica, troveranno avversari che saranno in corsa con il Cagliari per la salvezza. Ecco, indietro non si torna e i 3 punti sono e rimangono pesanti e preziosi. L’auspicio è che per stare in Serie A non si abbia bisogno degli atteggiamenti altri. Però.

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