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ESCLUSIVA – Bonini: “Il Cagliari soffre troppo. E io soffrivo il Sant’Elia…”

Un protagonista inconfondibile della Serie A negli anni Ottanta, con la sua chioma bionda e i chilometri macinati per supportare un certo Michel Platini: Massimo Bonini, cinque stagioni a Bologna, ha parlato in esclusiva con Calcio Casteddu del prossimo match tra il Cagliari e la squadra felsinea

TITOLATO. Classe 1959, Massimo Bonini è uno degli sportivi più titolati della piccola Repubblica di San Marino, che non tradì pur con la prospettiva di una maglia azzurra. I trionfi con la Juventus di Trapattoni e cinque annate al Bologna (1988-93), prima di chiudere all’ombra del Titano. Abbiamo chiesto al celebre biondissimo scudiero di Platini in bianconero un parere sul prossimo match tra Bologna e Cagliari.

SOFFERENZA. “Seguo la Serie A da spettatore casalingo. Sia il Cagliari che il Bologna sono delle buone squadre, con giocatori di livello. I rossoblù di Mazzarri, purtroppo, non riescono a portare a casa dei punti. Peccato, perché sulla carta possono essere accreditati di ben altra classifica. La sofferenza del Cagliari, negli ultimi anni, è sicuramente strana rispetto alla rosa e pure all’ambiente: la piazza cagliaritana è appassionata, credo sia un luogo favorevole per lavorare senza troppe pressioni. Oppure, può darsi che di pressioni ce ne siano invece tante, vista la situazione“: il punto di vista di Massimo Bonini, tre volte scudettato con la Juventus e vincitore di coppe europee con i bianconeri, capitano della Nazionale di San Marino negli ultimi anni di carriera.

BOLOGNA. L’ex centrocampista parla del Bologna, prossimo avversario del Cagliari: “Una squadra spregiudicata e divertente. Mihajlovic sa mettere in difficoltà gli avversari e buttare nella mischia i giovani. Una prerogativa quest’ultima che, per me, tutti i club italiani dovrebbero avere. Sono a conoscenza dell’ottima struttura che il Cagliari utilizza per il settore giovanile, nel centro sportivo di Assemini, che ho avuto modo di vedere lavorando per il vivaio del Cesena“.

LINEA VERDE. Per Bonini, l’attenzione dei due club ai giovani è un aspetto da sottolineare: “Lavorare bene con il vivaio offre la possibilità alle società di formare giovani da lanciare in prima squadra, curando la valorizzazione sportiva e ovviamente economica in proiezione futura: per Cagliari, vedi Barella su tutti. Bisogna avere il coraggio di puntare su questi ragazzi, dar loro modo di sbagliare e imparare. Invece in Italia e nel calcio in generale non si dà più il tempo necessario, tutto deve essere bruciato in fretta“.

PASSATO. C’è lo spazio per rievocare i ricordi legati a Cagliari e alla Sardegna: “Non c’è mai stata, purtroppo, la possibilità di venire a Cagliari come giocatore: mi sarebbe piaciuto, eccome! Adoro la Sardegna, l’ho frequentata d’estate e ogni tanto riesco a tornare lì. Un posto meraviglioso. Ho dei ricordi molto belli, all’epoca della Juventus, riferiti a ogni volta che ci recavamo nell’Isola. Grande affetto da parte dei tifosi bianconeri pure in albergo a Cagliari. Il Sant’Elia sempre pieno, ogni volta che affrontavamo i rossoblù. Immagini molto belle ma… soffrivo parecchio lo stadio cagliaritano: per colpa del vento! Ho giocato, trovandomi bene, con pioggia e neve. Ma il vento del Sant’Elia mi innervosiva! Non riuscivo a giocare come sapevo“.

 

 

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