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Esuberi, in tanti ancora da piazzare. Capozucca alle prese con un mercato ingessato

Lo scorso anno fu uno dei principali errori imputati alla gestione Carta e quest’anno resta un mese per trovare sistemazione a diversi giocatori

IL CONTESTO. Se l’anno scorso il Cagliari arrivò alla chiusura del calciomercato con un eccesso di esuberi ancora in rosa, quest’anno non sembra andare meglio. Cedere i giocatori nel mezzo di un sistema provato dalla crisi non è affatto semplice. E non ingannino i colpi del Psg o l’affare Lukaku, così come altri trasferimenti in Premier che fanno urlare allo scandalo per le cifre che girano intorno a Nandez. La realtà è che tolti pochi club dotati di presidenti iper facoltosi o di un giro d’affari enorme come le squadre inglesi, la stragrande maggioranza delle società resta col portafogli chiuso.

CEDERE. Pensate quindi cosa può significare cercare di trovare una sistemazione per dei giocatori destinati al mercato delle medio-piccole o della Serie B. Dal buon Farias che potrebbe ritornare allo Spezia, fino a Cerri sempre in procinto di passare al Como, oppure ai vari Oliva e Walukiewicz dati per partenti sicuri già prima di Peio. Per non parlare di Simeone, inizialmente fuori dal progetto di Semplici ma che per forza di cose ci si è resi conto che andava coinvolto vista la penuria di offerte adeguate. Restano poi i giovani come Caligara, Tripaldelli e Biancu da sistemare, così come Ceter che non ha mai raggiunto la destinazione Genoa come preventivato. E poi resta sempre Faragò, che nel frattempo combatte ancora con un infortunio all’anca che lo tormenta da molto tempo.

TEMPO. Resta un mese per trovare sistemazione almeno a una parte degli esuberi, così come contestualmente ci sarà bisogno di inserire forze fresche per tamponare alcuni ruoli. L’anno scorso l’eccesso di giocatori non fu risolto in tempo, con Di Francesco che si ritrovò con una serie di uomini fuori dalle sue idee e una rosa non adeguata al modulo inizialmente pensato. Semplici parte da una base migliore, anche se rischia di perdere Nandez e Godin, ma c’è carenza soprattutto per quanto riguarda le seconde linee. Carenza che non si può colmare se prima non si riesce a cedere gli esuberi. E questa sarà la vera sfida per Capozucca: perché vendere è molto più difficile che comprare. Specialmente oggi.

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