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ESCLUSIVA – Dei: “Ecco chi è Radunovic. Felice per gli azzurri, ma Cragno doveva esserci”

Abbiamo intervistato in esclusiva per voi l’ex preparatore dei portieri rossoblù e storico collaboratore di mister Rastelli

SCUOLA ITALIANA. Gli azzurri portano a Roma il trofeo di Euro 2020 e una grossa fetta di merito va al portiere Gigio Donnarumma, eletto anche miglior giocatore del torneo. Un attestato per tutta la categoria dei preparatori del nostro Paese e segno importante che la “scuola italiana” dei numeri uno resta la migliore al mondo. Lo sa bene David Dei, ex preparatore dei portieri del Cagliari e da anni al fianco di Massimo Rastelli per curare la crescita di un ruolo tanto delicato quanto affascinante.

Un portiere eletto miglior giocatore dell’Europeo, riconoscimento per Donnarumma ma anche per la categoria.
“L’asse formato dai due centrali e il portiere ha fatto la differenza: Bonucci, Chiellini e Donnarumma sono stati il simbolo di questa vittoria. Donnarumma in tutto il torneo ha avuto una costanza di rendimento importante, ha spesso tolto le castagne dal fuoco. Lo vedo migliorato in alcuni fondamentali, probabilmente gli ha fatto bene cambiare preparatori perché lavorare in maniera diversa sui difetti è importante. Sulle palle alte era scadente, invece negli ultimi due anni è cresciuto tantissimo avendo lavorato prima con Magni che lo aveva lanciato, poi con Fiori, con Turci e infine con Dida”.

La mancata convocazione di Cragno però lascia una ferita aperta qui a Cagliari, cosa ne pensa di questa esclusione?
“La non convocazione di Alessio è stata una vera e propria ingiustizia. Ma non tanto per Sirigu, che anche se ha fatto un campionato al di sotto delle aspettative resta un giocatore d’esperienza importante per lo spogliatoio. Però fra lui e Meret la convocazione l’avrebbe meritata Alessio. Sarebbe stato il coronamento di un percorso, ha avuto infortuni pesanti ma si è ripreso tornando ai livelli di prima, non è facile. Poi è un ragazzo di una serietà impressionante, la ferita della mancata convocazione me la sono portata dentro anche io perché la reputavo veramente un’ingiustizia”.

Cragno ormai è un portiere che si è affermato tra i migliori in Serie A, ma non è ancora arrivata una big veramente decisa a strapparlo al Cagliari. Secondo lei come mai?
“La lettura che ho fatto da fuori mi fa pensare questo: la non convocazione in Nazionale non ha fatto alzare il prezzo e il Cagliari ha capito che questo forse non è il momento di venderlo. Conoscendo il presidente Giulini posso dire che la stima che ha per Cragno è enorme. Quando siamo arrivati noi, nell’anno della Serie B, a credere nella sua esplosione eravamo solo io e il presidente. Quindi secondo me la valutazione fatta dal Cagliari è che il prezzo di mercato in questo momento non rispecchia il valore reale di Cragno, quindi sanno bene che tenendolo in casa si potrà monetizzare di più tra qualche tempo, perché comunque è un ’94 nel pieno della sua vita sportiva”.

Ormai si attende solo l’annuncio, ma il vice Cragno per la prossima stagione sarà con tutta probabilità Radunovic. Lei lo ha allenato alla Cremonese, può dirci di che portiere si tratta?
“Quando siamo arrivati noi a novembre 2018 lui si era rotto il crociato la partita prima, quindi non lo abbiamo avuto se non gli ultimi due mesi di lavoro. Era fuori dal discorso per la titolarità perché eravamo intervenuti sul mercato prendendo Agazzi e affiancandolo a Ravaglia. Con Radunovic feci anche qualche allenamento individuale perché il ragazzo era fuori condizione e doveva prepararsi per gli Europei Under 21. Ha grandi qualità fisiche, una struttura imponente, con doti muscolari importanti. Si faceva rispettare molto tra i pali, bravo con i piedi anche se qualche volta eccedeva un pochino nella giocata. Un po’ sporco tecnicamente, ma col lavoro si può migliorare. Con me avevamo puntato a fargli prendere più confidenza sulle palle alte, un fondamentale su cui era un po’ timido, usciva poco. Quando fece l’Europeo mi mandò un messaggio per ringraziarmi essendoci arrivato in condizioni buone grazie al lavoro svolto insieme. Negli ultimi due anni ha giocato poco e a quell’età i ragazzi devono giocare con continuità, sicuramente la partita gli manca”.

Futuro sempre accanto a Rastelli?
“Ho fatto una scelta di aspettare per continuare a lavorare con mister Rastelli. Ho avuto una richiesta da una squadra di Serie A, però nella mia vita ho sempre messo avanti i valori del riconoscimento e del rispetto per le persone. Con il mister purtroppo non siamo potuti rimanere alla Spal a causa del cambio societario. Siamo in attesa convinti di poter rientrare quanto prima, cerchiamo di essere pronti e stare sul pezzo”.

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