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Primavera 1. Cagliari, Agostini: “Inter fortunata a segnare nel nostri momenti migliori”

Il tecnico dei rossoblù si rammarica per la sconfitta subita al Centro Sportivo Suning ma non ha nulla da rimproverare ai suoi

Questo gruppo ha valori importanti al di là di chi va in campo, tutti insieme vogliamo invertire la tendenza di quest’ultimo mese”. Nel dopogara Alessandro Agostini si sofferma su vari aspetti che hanno portato alla sconfitta per 2-0 con l’Inter, nella ventesima giornata del campionato Primavera 1. “A differenza di mercoledì – ha aggiunto al sito ufficiale – siamo entrati in campo col piglio giusto, giocando alla pari contro un grande avversario e dimostrando la maturità necessaria in costruzione e in fase di non possesso. Peccato avere preso il gol quando stavamo spingendo, dopo una delle tante belle azioni che non siamo riusciti a concludere”.

OCCASIONI SCIUPATE. “Nonostante ciò abbiamo continuato a ragionare e probabilmente il pari prima dell’intervallo non sarebbe stato scandaloso, vista anche l’occasione creata da Luvumbo. Nella ripresa siamo partiti forte, ma nel calcio occorre fare gol e se non lo fai vieni punito, lo abbiamo ribadito spesso e purtroppo ancora una volta ci troviamo a commentare la nostra mole di gioco priva di concretizzazione”.

NON SI MOLLA. “La nostra testa non è mai cambiata e non può cambiare ora – ha aggiunto Agostini –  non ci siamo mai esaltati, sappiamo sin dal primo giorno di questa stagione particolare che dobbiamo conquistarci tutto gara dopo gara e sarà sempre di più così ora che i punti pesano e si entra nella fase decisiva del campionato. Stiamo dimostrando di giocare alla pari con tutti, anche con le big, dobbiamo maturare in fretta perché i dettagli fanno la differenza, non basta fare bella figura perché alla fine vieni giudicato sulla base dei risultati. Non dobbiamo abbassare la guardia, occorre lavorare su schemi, intese, manovra, guardando con fiducia ai concetti che proponiamo. Penso oggi meritassimo di più, magari di pareggiarla o comunque di riaprirla. L’unica ricetta che conosciamo è il lavoro, inutile stare a piangersi addosso”.

 

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