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Il dribbling di... Mario Frongia

IL DRIBBLING DI… Mario Frongia. La Juventus non fa sconti al Cagliari

Ronaldo ne segna 3 poi Simeone accorcia. I rossoblù non mollano e duettano con onore ma non basta. Adesso testa allo spareggio salvezza con lo Spezia

Da sempre, tra rossoblù e bianconeri è battaglia. Un misto di rivalità, odio sportivo, voglia di riscatto. Quattro Mori da una parte, Savoia dall’altra. Un collage di storie di calcio, con il Cagliari a vestire (eccezione negli anni dello scudetto e con Zola in casa: indimenticabile goduria l’1-1 di testa di Magic box tra i giganti Zebinà e Thuram ad inchiodare Buffon!) i panni di Davide contro Golia. Si gioca. Modulo quasi speculare. In regia Duncan, ottima intuizione di Semplici, e Rabiot, in panca Arthur, play del Brasile. Nàndez a sinistra, Nainggolan libero di svariare e filtrare alle spalle di Simeone (la temeraria ipotesi Cerri dal via è sfumata presto) e Joào Pedro. La Juventus si presenta con CR7-Morata-Chiesa-Kulusevski. I terzini sono Cuadrado e Alex Sandro. Assenti per squalifica Pavoletti e Lykogiannis.

CAGLIARI-CR7 0-3. Leonardo Semplici dà le chiave della difesa a Godin, Ceppitelli e Rugani corazzieri esterni. Andrea Pirlo piazza Chiellini al centro, De Ligt e Alex Sandro ai fianchi. Brivido dopo 2′: Nainggolan serve Ronaldo, Kulusevski murato. Risposta perfetta Joào Pedro-Simeone, angolo. L’inizio rossoblù mostra la testa giusta. Nàndez si infila in area, ci stava il tiro, la passa dietro, l’azione sfuma. Quasi dieci minuti di faccia a faccia. Alla pari con i campioni d’Italia. Quasi, perché al decimo Cristiano Ronaldo insacca di testa su corner di Cuadrado. Se lo perdono un po’ tutti ma lascia perplessi vedere Nàndez nel contrasto aereo con il portoghese, ovviamente perdente. Reazione Cagliari? Marin su punizione, tra le braccia di Szczesny. Su capovolgimento di fronte “giallo” di Calvarese per Cr7, gioco pericoloso su Cragno (scarpata sul mento). Morata grazia Cragno su assist di Chiesa. La difesa? Messa maluccio. Nainggolan ci prova di destro, a lato. Duncan tocca di prima, la manovra è abbastanza fluida. Ma i bianconeri non rischiano. A seguire, l’accelerazione: Morata per CR7, palla fuori, ma Cragno abbatte il pluri Pallone d’oro: rigore. Cristiano Ronaldo non sbaglia, 2-0 al 25′. Il Ninja c’è, con agonismo e spinta. Ma il compitino, da uno della sua statura, non può bastare.

Eppure, con la Juve che concede poco, è complicato costruire il tiro. Intanto, in luce Chiellini in anticipo su JP10. La Juve riparte, il Cagliari è presente. Ma il divario lo conferma Cristiano Ronaldo: ripartenza, sinistro del numero 7: 3-0 al 32′. Semplici incrocia le braccia. Pirlo cambia, dentro Bernardeschi, out Alex Sandro, stirato. Da 25 metri di prova Duncan, alto. Marin impegna il portiere della nazionale polacca su punizione (ennesimo fallo di De Ligt su Joào Pedro non sanzionato da Calvarese). Semplici urla “Giochiamo facile”. In superiorità numerica ripartenza bianconera, Cristiano Ronaldo serve Morata, Godin chiude. La Juventus quando riparte fa molto male. Il Cagliari chiude i 4′ di recupero in attacco. Le punte? Simeone e JP10 poco incisivi.

BUON CAGLIARI, MA NON BASTA. In avvio la Juve pare non risentire (al lordo del turn over) dei 120′ con il Porto e conseguente saluto alla corsa Champions. Si parte. Cuadrado appoggia all’indietro di testa un traversone, la palla finisce sul braccio. Per Calvarese il contatto è fortuito, il Var non interviene. Si prosegue. Il Cagliari sfoggia un pressing abbastanza preciso, la Vecchia Signora dà l’idea di essere appagata. La concentrazione, e la voglia di non mollare, può fare la differenza. Duncan, tiro-cross, Szczesny in angolo. I ragazzi di Semplici sono vivi. Marin impegna il numero uno bianconero da 30 metri. A seguire la mezzala perde palla, Morata scappa ma viene ripreso. Ed ecco lo spunto di Zappa (quarto assist) con Simeone che impatta di destro e accorcia: 1-3. Il Cholito era a secco, dopo 5 reti in sei gare, dal 31 ottobre scorso. Pirlo si sbraccia poco ma ripete “Muovila, muovila”. In tribuna Pavel Nedved dice di tutto.

La partita si riapre. Cristiano Ronaldo sfiora il “7” di destro a giro. Tira Duncan, Calvarese intercetta, palla ai rossoblù. Al 25′ entrano Klavan e Asamoah per Zappa e Ceppitelli. Dall’altra, in campo Bonucci e McKennie per Chiellini e Morata. Riecco Nainggolan, destro alto. Risponde Rabiot, corner. La Juve mostra poca lucidità, il Cagliari non ne approfitta. Cerri, Pereiro e Deiola per Simeone, Rugani e Duncan. Al 38′ Arthur, play del Brasile, sostituisce Chiesa, Frabotta subentra a Cuadrado. Piattone di Pereiro, a lato. Ma l’uruguagio era in off-side. Ancora Pereiro, Szczsny blocca a terra. La Juve risponde con Kulusevski, lancio per CR7, intercettato. A fil di sirena il bomber lusitano esalta Cragno a tu per tu. Si chiude 3-1 per gli ospiti, risposta all’Inter sul fronte scudetto.

TESTA ALLO SPEZIA. La classifica, con i successi del Parma, il pari del Genoa e i ko di Benevento, Spezia e Crotone, vede in ballo da quota 29 ai 15 punti dei calabresi, ultimi, otto squadre con undici match da giocare. Sintesi: il Cagliari non può sbagliare la prossima trasferta (sabato alle 18) in Liguria. Anche perché il Benevento va in casa Juve, la Fiorentina ospita il Milan, il Parma il Genoa, la Samp il Torino e il Crotone accoglie il Bologna. Il torneo della quindici finali a trazione Semplici entra nel vivo. Guai a chi si inceppa o non regge la pressione. La Juve alla Sardegna Arena è arrivata dopo 7 punti in tre gare, due vittorie, una in trasferta (Crotone) e un pari. La corsa è appena cominciata. Serve cuore e mentalità. Poi, si tireranno le somme.

NOTARELLE
1) L’ex liquidato che si gode la rivincita. Daniele Rugani, il Cagliari e la Juve. Da avversario. L’hanno mandato in Francia, al Reims, dopo scudetti e coppe da titolare. Fosse stato ancora con loro sarebbe stata vederlo in campo dal 1′: tra i difensori Bonucci, Frabotta e Dragusin in panca, Demiral out, De Ligt, Chiellini e Danilo in campo. Anche per l’altro ex, Asamoah, riscatto sfumato. Suerte.

2) L’abbraccio collettivo in mezzo al campo a fine gara sa di buono. Il gruppo deve riaffermare spirito di sacrificio, compatezza e solidità mai visti per mesi e sedici partite a vuoto. In casa Cagliari nessuno può chiamarsi fuori: la permanenza in A va costruita con umiltà e lavoro.

3) Applausi per Marin, Nàndez e Godin. Bene anche Duncan e, se una punta va in gol, sufficienza anche per Simeone. Ai limiti Nainggolan e Rugani. L’asticella si alza, le risposte devono essere adeguate.

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