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Addio, Pablito. Il Cagliari e una porta (quasi) stregata

Il leggendario Paolo Rossi è scomparso poche ore fa, all’età di 64 anni. Un campione dalla carriera breve ma molto intensa, che in rare occasioni ha incontrato il Cagliari: ricordiamole

MITO. Paolo Rossi, grazie soprattutto all’exploit di Spagna ’82, è diventato un mito del calcio internazionale. Il suo nome è famosissimo all’estero, in particolare se accostato al nomignolo di Pablito con cui maggiormente lo si ricorda. L’attaccante di Prato, classe 1956, ha militato in Serie A con le casacche di Como, Lanerossi Vicenza, Perugia, Juventus, Milan e Verona. Abbiamo scelto un modo inusuale per ricordare la sua breve ma intensa carriera: recuperare le rare occasioni in cui ha incontrato il Cagliari sulla sua strada.

1976. Il primo approccio l’11 gennaio 1976. Al Sant’Elia, mentre militava nel Como, restò in panchina nel successo del Cagliari per 1-0 alla dodicesima giornata. Sardi e lariani retrocessero a braccetto a fine torneo, Rossi passò al Lanerossi Vicenza dove iniziò la sua leggenda. Nel campionato cadetto 1976-77, segnato dalla sua esplosione da capocannoniere e dalla promozione in A dei veneti, il futuro Pablito giocò da titolare sia all’andata che al ritorno: senza vincere né segnare. Gli isolani restarono in B fino al 1979 e non ci furono nuovi match.

RITORNO. La stagione 1979-80 segnò sia il ritorno del Cagliari tra le protagoniste della massima serie che un avvenimento clou della carriera di Rossi. Trasferitosi al Perugia, fu coinvolto a fine stagione dallo scandalo del calcioscommesse, che lo estromise per due anni fino al tramonto dell’annata 1981-82. Con i grifoni giocò da titolare la gara d’andata, ma gol… nulla, pure questa volta. Così l’8 maggio 1983 con la casacca della Juventus, penultima di campionato, prologo alla retrocessione del Cagliari. Tra A e B, dunque, Paolo Rossi non è mai riuscito a bucare la rete rossoblù. In Coppa Italia, una rete nel ’76 (Cagliari-Vicenza 0-1) su tre gare disputate. Una piccola curiosità, che però non lenisce il dispiacere per la scomparsa di un’icona del calcio italiano. Buon viaggio, Pablito.

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