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Presidente, regali al Cagliari una storia romantica: riporti a casa Ranieri

Quando se ne andò dalla Sardegna per approdare al Napoli del dopo Maradona, promise che un giorno sarebbe tornato. E alla soglia dei 69 anni, potrebbe essere l’ultima occasione

Sono tanti gli allenatori che hanno attraversato la storia del Cagliari, ma uno in particolare ha lasciato un’impronta indelebile nei cuori dei tifosi rossoblù. Dopo un fallimento societario sfiorato davvero per pochissimo, in pochi avrebbero immaginato che quel 1988 avrebbe rappresentato la base di partenza di una rinascita che, osservandola a distanza di 32 anni, ebbe davvero dell’incredibile.

Quell’anno, le chiavi dello spogliatoio furono affidate a uno sconosciuto che poteva vantare solo piccole esperienze con Vigor Lamezia e Campania Puetolana, su intuizione del compianto Carmine Longo ma grazie anche alla lungimiranza della famiglia Orrù. Claudio Ranieri si presentò così a fari spenti, tentando l’impresa titanica di ricostruire un ambiente devastato dall’amarezza, ma soprattutto da un’apatia che rischiava di assumere contorni cronici. Fu così che arrivarono le vittorie di tre campionati consecutivi: Serie C, Serie B e Serie A. E sì, perché quel campionato della massima serie targato 1990/1991, se non assomiglia a uno scudetto tutto rossoblù, poco ci manca: dopo un girone di andata chiuso a soli 10 punti, il Cagliari cambiò letteralmente marcia per riprendersi ciò che aveva conquistato con tanto sacrificio. Una salvezza incredibile, fondata sulla filosofia di gioco di un tecnico che ancora oggi è capace di far innamorare i suoi tifosi. Al termine di quel campionato andò via, richiesto da una squadra in quel momento decisamente più ambiziosa, il Napoli, che tentava di ripartire dopo l’era Maradona. Dopo Napoli, furono tantissime le esperienze di Ranieri: Fiorentina, Valencia, Atletico Madrid, Chelsea, ancora Valencia, Parma, Juventus, Roma, Inter, Monaco, Grecia (come ct), Leicester, Nantes, Fulham, ancora Roma e infine Sampdoria, la sua squadra attuale.

In ogni tappa della sua carriera, costellata non da tantissimi successi ma certamente da incredibili esperienze umane, Ranieri non ha mai perso occasione per ricordare quella che è stata la stella polare della sua carriera: la cavalcata col suo Cagliari. Alla puntuale e ripetitiva domanda su quale fosse il maggior successo della sua vita sportiva, il tecnico romano non ha mai avuto dubbi: non il titolo in Premier League, ma il triennio in rossoblù.

Quando andò via da Cagliari, con la morte nel cuore, Ranieri disse che un giorno sarebbe tornato per chiudere un cerchio. Il presidente Giulini ci pensi: non ce ne voglia Zenga, ma quel momento potrebbe essere arrivato. E regalare al Cagliari e a Cagliari il ritorno a casa del tecnico di Testaccio, giunto alla soglia dei 69 anni nell’anno del Centenario, avrebbe davvero un significato che andrebbe molto oltre al semplice ingaggio di un allenatore.

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