Intervista al leggendario ex portiere e ct della Nazionale, che ha parlato a La Gazzetta dello Sport del presente del ruolo in Italia
MITO. Quasi superfluo spiegare chi sia Dino Zoff e cosa abbia fatto nel calcio italiano. Un monumento autentico, unico azzurro capace di laurearsi campione d’Europa (1968) e mondiale (1982). Oltre ai numerosi trofei e record collezionati in carriera. Dal portiere simbolo del pallone nostrano, lecito attendersi un parere sulla situazione attuale dei portieri italiani: “Donnarumma è cresciuto molto in questi anni e vanta già notevole esperienze nonostante sia ancora molto giovane: il Milan fa bene a puntare su di lui. Mi piacciono molto anche Gollini e Meret. Ma non mi convince molto il turnover dei portieri nello stesso club: di sicuro devi disporre di due interpreti molto forti, però credo che alla fine l’allenatore debba fare una scelta precisa“.
CAGLIARI. E se lo dice il Dinone nazionale… l’aspetto della rotazione tra portieri è stata viva anche a Cagliari. Fino a poche ore fa… Dopo la gara contro il Verona, l’allenatore dei sardi Walter Zenga – altro grande italiano del ruolo – ha affermato che aveva comunicato a Cragno e Olsen l’intenzione di schierarli a turno. Un dualismo che, probabilmente, non ha aiutato psicologicamente Cragno (viste le ultime prestazioni). Ora il problema non si pone più. Lo svedese, che benissimo aveva fatto nella trasferta di Ferrara, non resterà a Cagliari dopo la scadenza contrattuale prevista per oggi. E il numero uno toscano potrà guardarsi ora da una concorrenza più soft.

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