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La Nuova Sardegna – Bergomi 1: “Lasciate lavorare Zenga, ha idee”

L’ex bandiera dell’Inter – oggi commentatore per Sky Sport – ha parlato anche del club di Tommaso Giulini: “Il Cagliari ha un presidente ambizioso”

Beppe Bergomi – intercettato da La Nuova Sardegna – si è soffermato, tra le altre cose, sul Cagliari e sul suo nuovo allenatore, Walter Zenga.

IL RAPPORTO CON ZOLA.Parlare di calcio con Gianfranco fa piacere, i suoi giudizi non sono mai sopra le righe. Lui è stato costretto ad andare via dall’Italia per esprimere il suo talento. Allora in Italia il numero 10 non sapevi dove metterlo. O faceva la seconda punta o aveva difficoltà. Al Chelsea ha fatto vedere cosa sapeva fare, non è un caso che ancora oggi i tifosi lo ricordino con affetto“.

ZENGA A CAGLIARI.Gli voglio un bene dell’anima. Per tanti anni in ritiro abbiamo diviso la camera. In questi giorni ci siamo messaggiati. Tante volte alle persone vengono date etichette senza conoscerle. A Walter è successo. Va lasciato lavorare perché ha idee, entusiasmo. Secondo me è nella squadra giusta. Quando dicono che ha vinto in Serbia e Romania tendono a sminuire ciò che ha fatto ma non sanno che vincere è difficile ovunque“.

CAMPIONE DEL MONDO.Ringrazierò sempre Bearzot, lui è stato il mio secondo padre. Papà è morto quando avevo 16 anni, Bearzot mi è stato vicino. I compagni di quella magnifica avventura mi hanno aiutato tantissimo. Sono dei fratelli. Tardelli il giorno prima della finale mi dice: “tu marcherai quello biondo”. Parlava di Rumenigge e il giorno dopo quando il ct mi comunicò che avrei giocato dall’inizio, confesso che un po’ le gambe hanno tremato. Ma in campo no“.

BARELLA.Antonio Conte è bravo, tira fuori le qualità migliori dai giocatori. È un ragazzo ha temperamento e gli piace anche per questo. Quando Barella era a Como l’ho visto più volte, si capiva che avrebbe fatto strada. In Nazionale si è guadagnato la fiducia di del ct Roberto Mancini, per me diventerà un campioncino“.

IL CAGLIARI DI GIULINI.Fino a qualche anno fa pensavo che avrebbero vinto solo le squadre dai grandi fatturati. Poi è esploso il fenomeno Atalanta. Il coraggio di lanciare i giovani, valorizzare il vivaio e fare scelte oculate, le carte vincenti. Il club di Percassi è il modello a cui ispirarsi. Il Cagliari ha un presidente ambizioso, tra qualche anno avrà uno stadio nuovo. Lì c’è un forte senso di appartenenza, chi indossa quella maglia si lega all’ambiente. Ho parlato con diversi giocatori del Cagliari e mi raccontato detto questo“.

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