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Telese intervista Riva/3: “I dolori della mia giovinezza”

Terza parte dell’intervista rilasciata da Gigi Riva al giornalista Luca Telese per Cuore Rossoblù, in cui il campione ripercorre i terribili anni della gioventù segnata dalla morte dei genitori

DOLORI. Gigi Riva e una gioventù dura, dolorosa e complicata: “Ho saputo delle circostanze della morte di mio padre, avvenuta nel 1953 per un infortunio sul lavoro, dai miei biografi. All’epoca nessuno mi aveva mai detto come erano andate realmente le cose. Era stato barbiere, sarto e infine operaio in fonderia. Morì dopo essere stato ferito brutalmente da un ingranaggio, un terribile incidente. A me dissero che invece era malato, andai a trovarlo tre volte in ospedale poi mi convinsi che farlo mi faceva soffrire troppo. Sono diventato quello che sono a causa di quelle esperienze“.

COLLEGIO. Riva ripercorre la rabbia per i lunghi anni in collegio, necessario per le difficili condizioni economiche della famiglia: “Quanto ho odiato quel collegio… un periodo con cui ho dovuto fare i conti con il resto della mia vita. Tornato in camera da letto, la notte, cercavo rifugio tra le lenzuola… costruendomi una specie di gabbia per proteggermi dal mondo esterno. Poi finalmente il calcio con l’inizio nel Legnano. Città dove ricevetti la notizia più brutta e dolorosa, la morte di mia madre Edis. Il capitano del Legnano, Luciano Sassi, rappresentò un importante punto di riferimento per me dal punto di vista umano“.

PUDORE. Giggirriva non ama le manifestazioni ufficiali, così come tutto ciò che parla di lui. Lo spettacolo scritto dall’attore Alessandro Lay, incentrato sull’arrivo di Riva in Sardegna nel 1963, ha suscitato la sua curiosità ma non è riuscito a presenziare per la visione: “Io sono fatto così, avrei provato imbarazzo in pubblico visto che parla di me“.

 

 

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