Il centrocampista del Cagliari ricorda la madre scomparsa qualche anno fa: “È sempre stata la mia eroina. Le devo tutto. Lavorava per pagare i debiti”
Radja Nainggolan, in una lunga intervista rilasciata a Il Corriere dello Sport, non ha disdegnato un accenno al suo futuro. Il centrocampista belga ha anche ricordato la madre scomparsa qualche anno fa.
NON SON UN ESEMPIO. “Io non devo essere un buon esempio per i bambini. Ho due figlie e devo crescere loro. Io la penso così: essere sé stessi è il miglior esempio, in un mondo pieno di finti e di lecchini”.
FUTURO. “Oggi come oggi dico che il calcio non fa per me. Non è il mio mondo. Troppa gente falsa. Mi piace giocarlo e basta. Di sicuro, non farò il commentatore. Non potrei mai massacrare i miei ex compagni. Meglio evitare. Io eviterò. Non credo di giocare sino ai quaranta anni. Ancora quattro o cinque anni, spero. Mi piace il mondo della moda. Ho il mio negozio a Roma. Potrebbe essere il mio domani”
LA NAZIONALE. “Quando vedo che le cose non vanno, preferisco slegare. Martinez ha avuto le palle di venire a Roma a confrontarsi con me, ma non ha mai dato una spiegazione accettabile. Mi diceva che non aveva un ruolo per me in Nazionale, che non mi vedeva titolare e non voleva casini. Io sarei andato anche come venticinquesimo al mondiale. Mi fai fuori, apprezzo che me lo dici, ma non mi puoi dare questa spiegazione. Mai chiesto a nessun allenatore di fare il titolare”.
MIA MADRE? UNA EROINA. “Mia madre è sempre stata la mia eroina. Le devo tutto. Mio padre era sparito e lei lavorava per pagare i debiti che ci aveva lasciato. Otto ore di giorno a fare le pulizie e due ore extra la sera in un bar. Avevamo 500 euro per vivere in tre. Campavamo con un panino e una scatola di tonno a testa”.


