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Meteore rossoblù – Horacio Peralta

Nella puntata odierna della nostra rubrica parliamo di un talento venuto dall’Uruguay passato per poco meno di sei mesi dalla Sardegna

E’ l’estate del 2004. Massimo Cellino ha esonerato Edoardo Reja, autore di una splendida promozione, per affidare la squadra a Daniele Arrigoni.

Già con i vari Gianfranco Zola, Massimo Brambilla, Nelson Abeijon, Antonio Langella, David Suazo e Mauro Esposito, la squadra pare avere un’intelaiatura importante, ma il patron rossoblù vuole aggiungere un tocco di classe in più.

Pesca dall’Inter il trequartista uruguaiano Horacio Peralta, 22 anni, un mix di genio e sregolatezza. Aldilà della capacità di calciare divinamente con entrambi i piedi, il ragazzo arriva in Sardegna già con qualche grana personale dovuta alle pendenze con l’ex compagna, ed i suoi doveri di provvedere ai bisogni materiali del loro figliolo.

Si presenta durante un’amichevole estiva con un delizioso assist di destro per il goal di Marcello Albino ed i tifosi sognano di aver già trovato l’erede di Zola. Lui stesso è fermamente convinto di poter sostituire in maniera egregia il fantasista di Oliena e “spinge” per poter ottenere una maglia da titolare.

La speranza, purtroppo, rimarrà tale, perchè Peralta scenderà in campo solo una volta, negli ultimi minuti della sconfitta interna contro il Milan. Il suo atteggiamento, probabilmente troppo presuntuoso e vanaglorioso per un ultimo arrivato, non piace al tecnico Daniele Arrigoni.

Riesce a giocare qualche gara di coppa Italia contro Triestina e Lazio, tuttavia senza incidere. Cellino, che inizialmente lo reputava il futuro del suo Cagliari,  non perde tempo ed a gennaio lo rispedisce al mittente.

Di fatto la sua carriera si rivelerà mediocre ed in qualunque società metterà piede non riuscirà a rivelarsi determinante, nonostante fosse in possesso di una certa tecnica di base.

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Ea
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Ea

Non gli è stata data possibilità, come a tanti, Penedo, Semedo, Peñalba,Acosta, hanno avuto quasi tutti una carriera discreta tra penisola iberica e Sud America, anche Tello col Benevento è stato protagonista.. Tutti erano superiori (nel loro ruolo) a un Colombatto, un Deiola,se a ognuno di loro fossero stati apresso la metà di Barella o avessero avuto 1/3 delle chance dei vari Joao, Farias, Cerri nessuno era irrecuperabile. Speriamo Oliva ed i prossimi abbiano miglior spazio in Rossoblú. I maestri di calcio devono esserci nella prima squadra del Cagliari.. Casi particolari come Han,Ogunseye,devono crescere sotto l’ala della squadra madre. Anche… Leggi il resto »

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Qualcuno lo confonde con Bizera…

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Matteo Piga là..oh peralta la molli l’ uva? :_)

Angelo
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Angelo

Non arrivava dall’ Inter, quello interista era l’argentino Sixto Peralta. Comunque non è stato all’ altezza delle aspettative

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Sbertirori

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Un Sacco di patate…in piedi.

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Un pacco

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Non era argentino?

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Un bidone

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Darìo Silva

Ultimo commento: "Cuore e polmoni, lo stadio che ride a lacrime ma sempre comunque incitandolo, memorabile un tiro di Fabian Oneil diretto in porta, goal al 99%,..."
zola

Gianfranco Zola

Ultimo commento: "quasi tutto vero un'Italia spenta venne risvegliata con l'ingresso di Zola chè rianimò un'Italia spenta e ovviamente R. Baggio finalizzò il diverso..."

Enzo Francescoli

Ultimo commento: "Con una squadra così avremmo vinto un altro scudetto o due."

Fabián O’Neill

Ultimo commento: "Bravo anche lui, ma Mboma per me era superiore...per me ripeto......"

Daniele Conti

Ultimo commento: "Determinazione, personalità, grinta, autorevolezza, attaccamento ai colori sociali, record di presenze con la maglia rossoblù, un'altra icona del..."
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