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Cerri, è solo l’inizio

Contro la Fiorentina qualche segnale positivo, in una gara comunque difficile per Alberto Cerri. Ma l’attaccante ex Perugia deve ancora crescere tanto.

CI VUOLE TEMPO. 139 minuti. Non può che essere l’inizio di un percorso. Alberto Cerri ha giocato poco finora in stagione. Schiacciato dall’ombra del bomber Leonardo Pavoletti e da un’aria di sfiducia che aleggia intorno all’ex golden boy del Parma. Ma a Cerri, 22 anni, bisogna dare anche il tempo per sbagliare.

DIECI MILIONI. Certo, su di lui pesano i dieci milioni investiti tra prestito e riscatto a luglio scorso. Una cifra importante che il Cagliari negli ultimi anni ha investito solo per lo stesso Pavoletti. Il paragone è scontato e allo stesso tempo schiacciante, perché il centravanti livornese ha esperienza e colpi da giocatore navigato. E, inevitabilmente, segna tanto di più.

PERCORSO. Ma Cerri ha dalla sua la giovane età. Qualche errore gli va concesso. Specie se si considera il percorso che ha cominciato il classe ’96. Parma, Lanciano, Juventus, poi il prestito al Cagliari con la promozione in Serie A (3 gol in 24 partite, spezzoni compresi), poi ancora giro d’Italia tra Ferrara alla Spal, Pescara, Perugia e ancora Sardegna. Ora il bomber parmense sa qual è il suo ruolo e qual è il suo obiettivo. Da vice-Pavoletti deve solo pensare a crescere e fare sempre meglio. Senza sentire troppo la pressione dell’ambiente.

DA TITOLARE. Contro la Fiorentina è partito titolare dal primo minuto i segnali positivi si sono visti. Corsa, impegno, qualche bella triangolazione e anche un’occasione con tiro in porta dopo un bello scambio con JP. Cerri sta indossando una nuova veste: non l’attaccante statico visto nella prima esperienza sull’isola ormai tre anni fa, ma un giocatore più completo che sappia giocare anche con la squadra, abile con la palla tra i piedi e orientato anche all’assist oltre che al gol. Ma questo, per Cerri, è solo l’inizio.

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