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Barella, contro il Parma segni del destino

Corsi e ricorsi negli incontri di Barella al Parma nella sua pur breve carriera. Contro gli emiliani due partite speciali…

DESTINO. Ha il Parma nel destino Nicolò Barella. Quasi fosse scritto, quasi fosse, appunto, un destino segnato. La squadra gialloblù ha segnato infatti due tappe fondamentali della sua carriera, come riporta L’Unione Sarda.

ESORDIO. La prima il 14 gennaio 2015, quando un Nicolò neanche diciottenne esordisce in Coppa Italia. Proprio al Tardini, proprio contro il Parma. È un Cagliari sperimentale, plasmato da Zola in una gara che per i rossoblù, impegnati in una lotta per la retrocessione che amaramente perderanno, significa poco o nulla. E allora Conti centrale difensivo e Barella titolare, col numero 18 sulle spalle e quella grinta che lo accompagnerà per i primi novanta minuti della sua carriera ma anche per tutti quelli successivi. Cartellino giallo, naturalmente, compreso.

LA PRIMA IN A. Dopo l’esordio in Coppa, ecco Barellino ballare tra Primavera e panchina, con gli avvicendamenti in panchina tra Zola, Zeman e Festa. Fino all’esordio in Serie A, ancora contro il Parma, voluto proprio da Festa, suo mentore. Minuto numero 22, esce Farias ed entra il numero 18, Nicolò Barella. La prima delle 70 gare che domani Barella festeggerà, ancora al Tardini. Proprio in un momento in cui, dopo la prestazione da urlo contro il Milan, con tanto di sombrero a un certo Lucas Biglia, il gioiellino sardo è ormai atteso alla definitiva consacrazione.

TALENTO PURO. Giulini, che in estate ha resistito a offerte da 20-25 milioni, gongola e continua a fare muro per ogni proposta sotto i 40. Mentre Pirlo, uno che di centrocampisti se ne intende, ha già detto la sua: “Sa fare tutto bene, deve solo trovare la giusta collocazione in campo. È uno dei migliori in Italia, quindi in Nazionale deve giocare“.

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