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Nuovo processo plusvalenze, le richieste della Procura: -15 per il Chievo

Dure le richieste della Procura federale per il Chievo: -15 da scontare nella stagione in corso. La posizione del club gialloblù: “Improcedibilità del processo. Valori sbagliati e presi da internet“.

VIA AL PROCESSO BIS. È iniziato questa mattina, davanti al Tribunale federale nazionale presieduto da Cesare Mastrocola, il nuovo processo per le plusvalenze fittizie contro il Chievo Verona. La Procura Federale chiede – 15 punti per la società gialloblù, come già il 25 luglio scorso. Inibizione di 36 mesi la pena richiesta invece per Luca Campedelli, come riporta Sky Sport.

IN CASO DI CONDANNA… Rispetto al primo processo sono dunque identiche le richieste, anche se essendo iniziato il campionato, in caso di condanna, il Chievo sconterebbe la pena nella stagione in corso. A luglio il processo era stato annullato per improcedibilità, a causa della mancata audizione del presidente Campedelli. Per Samuele Mariotti e Guido Albini, dirigenti del Cesena – coinvolto nel caso prima del fallimento – sono stati chiesti 16 mesi di inibizione.

LA POSIZIONE GIALLOBLÙ. Dura la risposta dell’avvocato dei clivensi, Marco De Luca: “Le contestazioni della Procura federale sono totalmente infondate. Per i calcoli e per i valori dei giocatori, si fa riferimento a certi siti internet e valori che sono decisamente sbagliati per tutte le transazioni negli ultimi anni. Non vedo perché le abbia potute prendere a riferimento. Valori per ragazzi sotto i 15-16 anni sono valori soggettivi, non oggettivi. La Covisoc (Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche, ndr) “entra sempre nel merito e anche quest’anno ha ammesso al campionato il Chievo ritenendo assolutamente regolare la sua posizione a bilancio e gestionale. Più alte sono le richieste e più infondate le ragioni che si portano, questo per fare pressione sui giudici“.

NUOVA IMPROCEDIBILITÀ? L’ombra, ancora una volta, di un vizio di forma: “Il deferimento non è firmato dal Procuratore federale. Questo è un punto fondamentale sul quale avremo le nostre ragioni in questo processo o in sede di appello. Il deferimento è firmato da aggiunti, che non sono titolati secondo il Codice di giustizia sportiva a firmare i deferimenti a meno che ci sia un caso di impedimento. Oggi ci hanno detto che l’impedimento c’è perché era in ferie, il Procuratore era al mare?“.

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