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A Trabzon 25 anni dopo la prima (ed ultima) volta. I ricordi di un tifoso

Il Cagliari giocherà un’amichevole contro la squadra che cinque lustri or sono eliminò dalla Coppa Uefa edizione 1993-1994. I ricordi di un allora giovanissimo tifoso

Il Cagliari in Coppa Uefa! Un’emozione unica, inimmaginabile. Chi ha vissuto quel periodo, correva l’anno 1993, difficilmente dimenticherà ogni singolo momento dal primo turno alla tragica semifinale in quel di San Siro.

Dopo aver eliminato la Dinamo Bucarest, nel secondo turno i rossoblù guidati da un grande signore chiamato Bruno Giorgi volano in Turchia per affrontare il Trabzonspor.

“Chi sono costoro?”, “Sono una squadretta sconosciuta”, “Sarà sicuramente una goleada!”, i pensieri di un tifoso dodicenne che frequentava la seconda media.

Allora Internet, il web e i motori di ricerca erano solo utopie, ed il giovane tifoso non può sapere, se non dai classici organi di informazione che la squadra turca così scarsa non è.

Nel suo palmares alcuni scalpi celebri come quelli di Liverpool e di Inter.

Arriva il 20 ottobre, giorno della gara da disputarsi nel piccolo, ma rovente Stadio Hüseyin Avni Aker. Insolito anche l’orario dell’inizio: 12.30.

Che fare? Orario scolastico in corso, ultima ora con la famigerata professoressa di Italiano e Storia.

Mai fu più appropriato il proverbio “a mali estremi, estremi rimedi”, ed il giovane tifoso entra quella mattina nella scuola Ugo Foscolo di Cagliari con una radiolina da 20 centimetri per 15 ben nascosta nello zaino Invicta, con tanto di vecchie cuffiette da walk-man.

La giornata scolastica va lentamente avanti e nella mente del giovane tifoso si alternano ansie e pensieri per l’importante partita, ma anche per le conseguenze derivanti dall’essere scoperto con una radio al seguito.

La partita ha inizio: giubbotto ben indossato, cuffie idem e radiolina già preventivamente sintonizzata sulla frequenza della radio locale.

Il Cagliari parte molto male e rischia di prendere almeno 4 goal. I turchi, dal canto loro, partono con grande grinta e spavalderia al cospetto del più quotato avversario.

Al 27′ il Trabzonspor va in goal grazie ad un colpo di testa di Orhan ed il giovane tifoso deve spegnere la radiolina a causa dell’assordante boato del pubblico di casa.

Gli occhi della prof  scrutano abilmente ogni angolo della classe: “Perché stai tutto solo all’ultimo banco?”, chiese.

“Professoressa, mi perdoni, ma oggi non mi sento molto bene”, ed effettivamente non era una bugia.

Suona la tanto agognata campana delle 13.30 ed il giovane tifoso può percorrere di corsa i 60 metri che lo separavano da casa e rintanarsi nella sua camera, rinunciando anche al pranzo.

Troppa la concitazione per potersi comodamente sedere a tavola. Il Cagliari ha bisogno del suo sostegno.

Durante il secondo tempo Giorgi cambia le carte in tavola facendo entrare Allegri e Moriero: la musica cambia.

Alle ore 14.16: Julio Cesar Dely Valdes realizza il pareggio in zona Cesarini, proprio su assist sbilenco dell’attuale tecnico della Juventus.

Grido liberatorio del giovane tifoso, che si unisce a quello di tutti i tifosi rossoblù.

A distanza di 25 anni è ancora lieto di poterlo raccontare.

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