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Nuova perizia: Astori non morì nel sonno

Emergono delle novità dalla perizia medico-legale richiesta dal pm Loffredo sulla morte di Davide Astori. Il calciatore della Fiorentina – ed ex rossoblù – morì il 4 marzo scorso nella sua camera d’albergo a Udine: gli ultimi elementi contraddicono le prime risultanze

PERIZIA. Il pubblico ministero Barbara Loffredo aveva incaricato i professori Moreschi e Thiene di eseguire una perizia medico-legale sul corpo di Davide Astori, per stabilirne le cause del decesso avvenuto tre mesi fa. Se dai primi accertamenti effettuati nei giorni successivi alla morte si era parlato di bradiaritmia (rallentamento del battito fino all’arresto cardiaco) ora invece si tratterebbe dell’opzione opposta. Ovvero, Astori sarebbe morto in seguito a un episodio di tachiaritmia: il suo cuore avrebbe iniziato a battere sempre più velocemente prima di fermarsi. I nuovi risultati sono stati resi noti dal Corriere della Sera.

SOLITUDINE FATALE? Astori, che dormiva in camera da solo, secondo i periti si sarebbe sentito male quando si trovava in stato di coscienza e non nel sonno: se si fosse trovato in compagnia di un collega, probabilmente sarebbe stato possibile attivare i soccorsi e tentare così di salvargli la vita. Tuttavia il caso è ancora aperto, nelle prossime settimane verranno disposti ulteriori accertamenti oppure l’archiviazione del caso.

 

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