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Maran: “Finalmente qui. Prima non dipendeva solo da me”

Il tecnico del Cagliari fresco di annuncio ufficiale si è presentato a stampa e tifosi: “Barella spero sia un punto fermo, impressionato dalle strutture”

UFFICIALE. Si è conclusa la telenovela legata al nuovo allenatore del Cagliari. In mattinata Rolando Maran è arrivato nell’Isola per firmare il contratto che lo legherà ai rossoblù, alle 16.00 nella sala stampa della Sardegna Arena le prime parole da tecnico della compagine sarda.

Parla il ds Carli.
“Siamo contenti di presentare il mister. Oggi inizia la nuova stagione, non abbiamo ancora discusso di questioni tecniche perchè stavamo risolvendo questioni burocratiche. Sono sicuro rimarrà a lungo”.

Perchè avete scelto Maran?
“Intanto ringrazio Diego e lo staff perchè sostituirlo non è stata una scelta facile. Mi è dispiaciuto molto percepire il fatto che si pensi che io e il presidente non siamo sulla stessa linea. Maran è qui perchè io e il presidente siamo in sintonia. Lui è un allenatore forte che sa dare un’identità alle sue squadre, può farci giocare bene e sa essere riflessivo nei momenti giusti. La scelta è stata fatta confrontandosi col presidente, è una scelta del Cagliari Calcio non mia o del presidente”.

Quindi è è la volta del nuovo mister. Ha visitato Asseminello e le strutture della società?
“Sono felice di essere qui. Ringrazio la società per avermi affidato la squadra. Sento una responsabilità grande. Oggi ho preso visione un po’ di tutto e quello che ho respirato, sia oggi che in passato da avversario, è stato l’entusiasmo e la progettualità. Per quanto riguarda la squadra c’è da lavorare. Ho voglia di mettermi a disposizione e di guadagnarmi la stima di un popolo intero”.

Quanta responsabilità si sente addosso? In passato è stato vicino ai rossoblù?
“Per me è motivo d’orgoglio essere qui. Guadagnarmi la stima di questi tifosi è importante perchè so quanto vale la squadra per il popolo sardo. Questo mi riempie di grandissima responsabilità. In passato mi ha fatto piacere essere accostato al Cagliari, questa volta però per la prima volta la scelta è dipesa solo da me”.

Gli stimoli in una società come il Cagliari.
“La progettualità e la voglia di migliorarsi sempre mi ha spinto a scegliere questa società. So che qua potrò lavorare come piace a me e questo mi da stimoli importanti”.

La costruzione della squadra.
“Io ho avuto la fortuna di arrivare ottavo col Catania e nono col Chievo sapendo di avere una rosa che non partiva per quei traguardi. Per me è importante far crescere l’autostima anche nelle sconfitte e voglio una squadra artefice delle proprie prestazioni. Ho visto nella dirigenza la voglia di costruire qualcosa, al di là dei nomi nel momento in cui c’è questa volontà sono convinto di poter dormire sonni tranquilli”.

Poi di nuovo Carli: “Il nostro obiettivo è di tenere la base di giocatori di prospettiva e farli crescere. A me da fastidio dichiarare gli obiettivi, noi dobbiamo mantenere la categoria ma questo non vuol dire che non si possa sognare. Col mister ci siamo già confrontati ma questa è la prima vera giornata in cui siamo stati insieme. Vogliamo mantenere i giocatori importanti e aggiungerne tre o quattro”.

Maran è un difensivista?
“Io faccio parlare il campo. Il calcio è strano, ma chi vede le partite sa che gioco un calcio propositivo. Oggi ho conosciuto Conti e spero di conoscere Riva, sono in una società dove volevo venire”.

Che ne pensa di Barella?
“Io costruirò una squadra intorno a Barella perchè è un giocatore forte e di prospettiva”.

Quanto ci ha messo a dire si al Cagliari?
“Da subito, dal momento in cui ho parlato con Carli e Giulini”.

Che caratteristiche deve avere il suo Cagliari?
“Deve essere una squadra che non subisce la partita, attiva e che sia artefice della propria partita. La squadra non deve avere rimpianti”.

Ha già fatto qualche richiesta alla società?
“Ci siamo confrontati e delle idee ci sono già”.

Quanto sarà importante per lei Pavoletti?
“Per me è intrigante costruire una squadra intorno a giocatori così importanti”.

Castro le piace?
“Castro ora non è un mio giocatore, ma è un bel giocatore”.

La trattativa con Giulini quando è iniziata?
“Ci siamo sentiti dopo la fine del campionato, qualche giorno dopo c’è stato il primo contatto con Carli”.

Bastano quattro o cinque acquisti?
Risponde Carli: “Sono sempre positivo. L’ultima annata deve farci fare un bagno di umiltà. Il primo acquisto del Cagliari sarà Joao Pedro. Per me ha fatto molto meno di quello che potrebbe fare. Io dico quattro o cinque giocatori nuovi, il che vuol dire quasi metà squadra. Molta colpa ce l’avete anche voi giornalisti, Maran pochi  anni fa era uno dei migliori in Serie A. Quando presi Giampaolo dalla Cremonese a Empoli lo feci perchè sapevo che era bravo mentre tutti mi prendevano in giro. Oggi lui è tornato alla grande. Pensiamo al futuro e non al passato”.

Un aggiornamento su Srna.
Ancora Carli: “Negare la trattativa per Srna sarebbe impossibile. Non si può negare l’evidenza. Pensiamo ci possa dare un po’ di esperienza in più e inoltre si parla di un giocatore che ha un curriculum impressionante. Al ragazzo è piaciuta moltissimo la città, poi deciderà lui con la famiglia. In tre o quattro giorni si chiarirà tutto”.

Cosa può portare Maran a questo Cagliari?
“Io ho promesso dal primo giorno di essere me stesso. I giocatori hanno voglia di mettersi a disposizione e io devo solo essere me stesso. Si, ho battuto due volte il Cagliari e so che devo essere capace di tirare fuori le motivazioni giuste dalla rosa. Ho fatto questa scelta perchè c’è la volontà di far bene”.

Quanta voglia di riscatto ha dopo l’ultima stagione?
“Penso che le cose non vengano a caso. Alzarsi arrabbiati ogni tanto fa bene e dall’ultima stagione al Chievo devo tirare fuori le motivazioni giuste. Al di là delle società che parteciperanno al campionato noi dovremo portare la nostra mentalità in tutte le partite e non avere paura di niente e di nessuno. Dobbiamo uscire dal campo senza rimproverarci nulla”.

Ha parlato con qualcuno che conosce il Cagliari?
“Si, ho avuto la fortuna di parlare con tifosi veri. Mi sono già reso conto di cosa vogliano dire questi colori per la gente”.

 

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