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Cragno: “Grande soddisfazione smentire chi ci dava per morti”

Il portiere del Cagliari è reduce da un’ottima stagione e in un’intervista su La Nuova Sardegna ha raccontato un anno di crescita in rossoblù

L’IDOLO. “Da bambino era Casillas. Ha più o meno la mia statura, mi sono ispirato molto a lui. Oggi De Gea del Manchester United e Oblak dell’Atletico Madrid sono i colleghi che stimo di più. Parlare di idoli è esagerato”.

IL DEBUTTO DA PROFESSIONISTA. “Ero a Brescia e non lo dimenticherò mai. Una partita giocata sotto i riflettori nel turno infrasettimanale. Abbiamo battuto il Modena 2-1. Il titolare era Arcari, si è fatto male e il mister nella riunione tecnica mi ha detto: “Oggi giochi tu”. Sono rimasto di sale ma è stato solo un attimo per l’emozione”.

LA PARTITA PIU’ BELLA. “In realtà sono due: la finale playoff col Benevento con la festa per la promozione in serie A e quella di domenica scorsa con l’Atalanta che ha sancito la salvezza. E’ stata una grande soddisfazione smentire chi ci dava per morti”.

IL BELLO DI ESSERE UN CALCIATORE. “L’aspetto migliore è poter rendere felici tante persone. Non esiste un lavoro nel quale fai gioire milioni di sostenitori. Ho iniziato a fare il portiere perchè dovevamo fare una partita all’oratorio, il bambino che doveva stare in porta non è venuto e hanno chiesto a me giocare in quel ruolo. Mi è subito piaciuto, non ho più smesso”.

NAZIONALE. “L’azzurro è un sogno che qualsiasi calciatore coltiva sin da bambino. Non è facile indossare quella maglia ma io lavoro tutti i giorni per migliorarmi, sperando che un giorno arrivi la convocazione”.

SALVEZZA CENTRATA. “L’obiettivo principale era questo, anche se siamo partiti per migliorare il piazzamento della stagione precedente. Ci siamo trovati quasi senza rendercene conto in difficoltà, non era facile tirarsi fuori dai guai, ce l’abbiamofatta perchè siamo un gruppo unito. La scintilla è scoccata dopo la sconfitta con la Roma. Eravamo terzultimi ma nonostante questo i tifosi ci hanno incoraggiato. Negli spogliatoi ci siamo guardati negli occhi e senza parlare abbiamo tutti pensato che non potevamo dare un dispiacere così grande a chi ci aveva appena dato una manifestazione d’amore illimitato”.

I COMPAGNI PREFERITI. “Sono due: Romagna e Faragò. Vado d’accordo con tutti ma con Filippo e Paolo c’è un feeling speciale”.

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