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Francesco Agus, l’imprenditore folgorato da Zola: “Cagliari, fatti il tuo stadio”

Francesco Agus
Francesco Agus

Imprenditore, tifoso del Cagliari, in passato anche sponsor della squadra di calcio rossoblu. E, a conferma di questa grande passione per il pallone, pure presidente di una squadra di calcio a 5 di serie A2, il Città di Sestu ssd. E’ Francesco Agus l’uomo che ha portato avanti l’azienda di nonno e papà, l’Agus Paolo Spurghi srl.

A 33 anni, lo possiamo definire una delle giovani leve della Sardegna, con tante idee e quel chiodo fisso che si chiama Cagliari calcio: “L’ho sempre seguito, ma son diventato abbonato e sono andato assiduamente allo stadio dai tempi di Gianfranco Zola“. Impossibile non innamorarsi di un giocatore così, del resto. Che fosse serie B o serie A. Oggi la situazione della squadra non è particolarmente rosea, per la rabbia dei tifosi, anche di quelli illustri come Agus: “Penso che una società di prestigio come il Cagliari possa ottenere risultati migliori. Le aspettative devono essere per forza più alte. Una squadra di calcio, poi, è ormai un’azienda, dunque va gestita nello stesso modo. Se i risultati non sono quelli attesi, qualcuno deve pagare. In questo caso, è stato il direttore sportivo, che è stato mandato via“.

Da imprenditore a imprenditore, del resto, ci si capisce bene: “Il presidente Tommaso Giulini ha investito dei soldi per ottenere determinate cose, evidentemente chi aveva la responsabilità di programmare il mercato in un certo modo, ha fatto meno bene di quello che si aspettava“.

Come detto, in passato, l’Agus Paolo Spurghi srl ha fatto anche da sponsor alla squadra di calcio del Cagliari. Oggi, gli impegni di lavoro a volte costringono Francesco a non essere presente fisicamente come 10 – 15 anni fa, ma settimanalmente le vicende degli isolani sono seguite molto da vicino. Ecco perché pure l’argomento stadio è di fondamentale importanza per Agus: “Spero che i tempi per il nuovo impianto siano stretti perché il Cagliari ha bisogno di una casa stabile, non di un prefabbricato. La tempestività è importante“.

L’imprenditore sardo ha vissuto l’epopea Cellino, ora sta vivendo i primi anni da presidente di Giulini: che differenze ci sono tra i due? “Giulini è molto bravo a destreggiarsi nel settore del marketing, Cellino si destreggiava bene nel settore del calciomercato. Diciamo che aveva l’occhio da uomo di calcio. Spesso era lui in persona a seguire le trattative di calciomercato. Esperienza? Di sicuro il nostro presidente Giulini ne deve fare ancora“.

Il calcio è la passione, poi c’è il lavoro naturalmente, un’impresa da portare avanti: “A 26 anni mi sono ritrovato a dover seguire da solo l’attività. Diciamo che sono cresciuto in fretta, ho perso in fretta i capelli, ma ho anche acquisito molta esperienza in fretta. Ho portato avanti l’azienda di mio padre, che porta il suo stesso nome. Oggi il mercato del lavoro è decisamente cambiato rispetto ai suoi tempi. Oggi serve molta più specializzazione tecnica di una volta“.

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