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ESCLUSIVA – Festa: “Contro la Roma i rossoblù possono giocarsela. Pavoletti? Un animale da area di rigore”

Indissolubilmente legato a Cagliari. Per terra natia, storia e squadra del cuore. È un doppio ex molto più rossoblù che giallorosso Gianluca Festa, intervistato in esclusiva da CalcioCasteddu in vista del match tra Roma e Cagliari.

Nato calcisticamente nel Cagliari, ha poi esordito in Serie A con i sardi, rimanendo in rossoblù, esclusa la parentesi alla Fersulcis, fino al 1993. In quell’anno passa all’Inter e, a gennaio 1994 va in prestito alla Roma per sei mesi, per poi tornare a Milano, dove vestirà il nerazzurro fino al 1997. Doppia esperienza in Premier, tra Middlesbrough e Portsmouth, e nuovamente in Sardegna, chiamato da Cellino per riportare il Cagliari in A. Missione compiuta e poi di nuovo addio: Nuorese, Tavolara e Sanluri per chiudere la carriera da giocatore.

E cominciare quella in panchina: vice di Melis al Cagliari nel 2010, successivamente segue la primavera rossoblù. Un’esperienza a Lumezzane e poi, tornato a Cagliari, segue gli allievi prima di passare alla guida della prima squadra, insieme al suo vice Suazo, nella parte finale della stagione della retrocessione (2014-2015). L’ultima avventura al Como, dove incontrò il Cagliari solo da avversario, pareggiando al Sant’Elia per 1-1.

Aspetta ancora una panchina? Magari in Inghilterra?

Assolutamente sì, io vorrei allenare proprio all’estero. La Premier? È un sogno“.

La sfida di sabato, dicevamo, la vede doppio ex della partita: come arrivano le due squadre?

La Roma è sempre una squadra importante e ha grandi giocatori. Per il Cagliari non sarà una partita facile, perché i giallorossi hanno un valore tecnico superiore. Ma i rossoblù possono fare bene: anche contro la Samp sono riusciti a ribaltare il risultato, pur con un po’ di fortuna e non giocando benissimo. Questo perché la squadra è sempre stata in partita. Anche contro la Roma può giocarsela, anche se è chiaro che i padroni di casa partono con i favori del pronostico. Ma io credo che nessuno debba mai partire da sconfitto“.

López è stato suo compagno di squadra e di reparto nella sua seconda esperienza a Cagliari, nella stagione 2003-2004. Cosa ne pensa del suo Cagliari?

Da quando c’è López si è visto un Cagliari con uno spirito diverso. Senza nulla togliere a Rastelli, che ha fatto un ottimo lavoro. Ma si vedeva che la sua esperienza a Cagliari ormai era finita e che la squadra non lo seguiva più”.

Per quanto visto finora riuscirà a raggiungere agevolmente la salvezza?

“Sicuramente sì. Anche se è un campionato difficile, non pensa abbia problemi a salvarsi. Perché è comunque superiore ad almeno tre squadre che sono destinate a retrocedere. Mi auguro che il Cagliari continui a lottare in ogni gara“.

Tornando alla sfida dell’Olimpico: chi vede come protagonista?

La Roma ha giocatori importanti: Nainggolan e Dzeko in primis possono fare la differenza. Per i rossoblù c’è Barella che ritorna dalla squalifica, può essere importante. Sicuramente il Cagliari è un po’ penalizzato dagli infortuni. Specie per i portieri questa è un’annata maledetta. Mentre sul fronte offensivo occhio a Pavoletti, che fa del colpo di testa la sua arma migliore. È un animale da area di rigore e bisogna metterlo in condizione di segnare. Ma devo dire che soprattutto con Faragò sulla fascia destra arrivano ottimi palloni. È anche vero che pure la Roma ha grandi difensori“.

Per due volte le è stato tolto quello che si è meritato: nel ’93 raggiunge la Coppa Uefa col Cagliari e poi va all’Inter. Nel 2004 dopo la promozione in A prepara di nuovo le valigie, direzione Nuorese. È come se quando arriva il momento di godersi ciò che ha guadagnato sul campo, non riesce ad avere la possibilità di farlo…

Purtroppo sì, ma forse era così che doveva andare. Continuo a sperare di tornare, in futuro. In fondo il Cagliari è la squadra della mia città e del mio cuore. L’unica per cui faccia il tifo“.

 

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