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Le parole dei leader: Buffon, Barzagli e De Rossi

Il fallimento del ciclo Ventura, culminato con la sconfitta di ieri a San Siro con la Svezia, ha coinciso con l’addio alla Nazionale dei tre senatori Buffon, Barzagli e De Rossi  (più Chiellini che tuttavia non scioglie il dubbio: “Addio alla Nazionale? Vedremo. Sono convinto che si potrà riaprire un ciclo coi ragazzi del ’90“).

Ecco le reazioni a caldo dei tre campioni del mondo 2006:

Gigi Buffon: “Dispiace non per me ma per tutto il movimento. Abbiamo fallito un qualcosa che anche a livello sociale poteva essere importante ed è questo l’unico rammarico che ho. Il playoff è stato deciso da un episodio. Non siamo riusciti ad esprimere quello che potevamo fare e ci è mancata l’energia e la forza per fare un gol. Futuro? Dopo delle brutte cadute troviamo sempre il modo per rialzarci e lo faremo anche stavolta. Lascio una Nazionale di ragazzi in gamba che faranno parlare di loro a cominciare da Donnarumma e Perin. Ringrazio Chiellini, Barzagli e Bonucci con i quali ho giocato per tanti e tanti anni”.

Daniele De Rossi:  C’era un’atmosfera funebre pur non essendo morto nessuno. E’ un momento nero per il nostro calcio, nerissimo per noi. Sono 17 anni in Nazionale, tra giovanili e prima squadra: pensare che è l’ultima volta che me la sono tolta è doloroso. Ho amato questa maglia tanto quanto l’altra che indosso. Sono orgoglioso di questi giovani. Il materiale c’è: Bisogna ripartire dallo spirito che i miei compagni hanno messo in campo oggi. Ci sono tanti giovani che devono spiccare il volo, bisogna ricominciare da loro. La reazione alla richiesta di scaldarmi? Noi facciamo riscaldamento tre alla volta e dicevo soltanto ‘dobbiamo vincere, mandate gli attaccanti a scaldarsi!’. Durissimo riprendersi da una delusione così cocente. 

Andrea Barzagli: “Calcisticamente è la delusione più grande della mia vita. La Nazionale ti mette i brividi. E’ veramente un peccato finire così. Non lo so cosa sia mancato durante la partita, siamo fuori dal Mondiale ed è una delusione unica. Lasciare questo gruppo e questi ragazzi è dura. Si chiude un ciclo di 4-5 veterani e se ne apre un altro con giovani che hanno voglia”.

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