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Romagna: “All’inizio Ceppitelli mi ha aiutato tanto”

L’ex Juventus, Filippo Romagna, ha fatto in fretta a fare breccia tra i cuori rossoblù diventando uno dei titolari della difesa del Cagliari. Ad oggi si è rivelato uno degli acquisti più promettenti che il club sardo ha fattto in estate, e sin dalle partite con l’ex tecnico Rastelli è riuscito a farsi notare in maniera positiva mettendo in scena nel suo esordio una buona performance nella difficile sfida contro il Napoli. Con i bianconeri il suo futuro pareva non brillare, ma nell’isola Romagna ha ritrovato la luce per splendere assieme alla grinta e determinazione.

L’edizione odierna del Corriere dello Sport riporta un’intervista al giovane calciatore classe 1997. Alla domanda se si aspettasse un approccio così positivo col Cagliari risponde: “Sinceramente no e non così presto. Il mio obiettivo era quello di crescere e centrare la salvezza con la squadra ma non mi sono posto un periodo giusto per trovare spazio. Ho pensato solo a lavorare e a migliorare e non me lo aspettavo anche se ovviamente sono molto contento”. 

Al giocatore viene anche chiesto se si ritiene soddisfatto del suo lavoro: “A livello personale sì, perché credo di aver fatto delle buone prestazioni anche se non posso essere felice per i risultati. Di una cosa sono certo: la strada è quella giusta”. 

Si parla della considerazione positiva che i tifosi riscontrano in lui, tra cui la sua personalità e la facilità nell’uscire a testa alta: “Dovrebbero dirlo gli altri, ma di sicuro mi piace molto e non sento pressioni addosso. Quando ho la palla al piede mi piace tenerla e provare a impostare il gioco”. Miglior pregio? “Credo la lettura delle varie situazioni di gioco. E’ qualcosa che mi porto dietro da quando giocavo in mezzo al campo e che sto sfruttando anche in difesa”. 

Per quanto riguarda il cambio di ruolo chi deve ringraziare? “Il primo che mi ha portato dietro è stato Ivano Della Morte perché quando sono arrivato nelle giovanili della Juventus facevo la mezz’ala. Poi sono stato portato in linea con la difesa anche se per un po’ nelle nazionali giovanili ho continuato a giocare in mezzo”. 

Sulla possibilità di essere l’erede di Bonucci e sui suoi modelli:  “In assoluto il mio preferito è sempre stato Alessandro Nesta, ma ora ci sono tanti difensori a livello internazionale, come Ramos, che mi piacciono. Quello, però, che per caratteristiche può essere più simile a me è proprio Bonucci. Ovviamente con le dovute distanze visto che lui è un fenomeno e io non ho fatto ancora nulla”.

In merito all’addio con la sua vecchia squadra: “Quando ero nel loro settore giovanile, ovviamente l’obiettivo era arrivare in prima squadra, ma quando è arrivata la proposta del Cagliari ci ho messo davvero poco per accettare e sono molto contento per la scelta che ho fatto. Io voglio crescere e ora penso solo al Cagliari”. 

Sul bagaglio lasciatogli dalla Juventus: “Ho imparato tanto ma ho avuto la fortuna di aver acquisito la loro mentalità che fa la differenza. Una mentalità che ho ritrovato anche a Cagliari perché anche qui, pur puntando alla salvezza, si gioca sempre per vincere”. 

Sull’accoglienza in Sardegna: “Sono stato accolto benissimo da tutti e ho cercato di rubare qualche piccolo segreto a ogni difensore. Inizialmente sono stato più vicino a Ceppitelli mentre col passare del tempo tutti sono stati importanti perché mi hanno dato una mano e ci confrontiamo di frequente. Cosa gli ruberei? L’esperienza. Ma questa si può avere solo giocando. Poi cercherei di prendere a tutti i miei colleghi un po’ di quella malizia che per il momento mi manca”.

Preferenza sulla difesa a tre o a quattro: “Cambiano i compiti in alcune circostanze ma ci si adatta a tutto. A tre ci si sente più protetti e ci si può permettere, se sei uno dei due laterali, di essere più aggressivo mentre a quattro devi sempre fare qualcosa in più”. 

Sul pesante passivo di 20 gol subiti: “Pesa tanto. La causa? Forse poca attenzione di tutta la squadra, ma credo se ne possa uscire lavorando tanto. La strada è quella giusta”. 

Obiettivi? “Sono gli stessi che si è posta la società e quindi la salvezza. Poi personalmente posso solo ripetere che voglio migliorare quotidianamente. Non voglio mettermi obiettivi a lungo termine ma preferisco pensare giorno dopo giorno”.

Sulla partita con il Verona e sull’importanza dei tifosi: “E’ una buona squadra che ha grande qualità, ma noi dobbiamo solo pensare ad essere più bravi e mostrarci più arrabbiati di loro. E’ uno scontro diretto e ci stiamo preparando bene. Dobbiamo avere l’atteggiamento giusto in questa sfida e questo potremmo averlo grazie alla spinta dei nostri tifosi. Loro si meritano di vedere una grande prestazione e speriamo che la Sardegna Arena sia piena. Vincerà la squadra più compatta e che vorrà di più la vittoria. Dobbiamo avere equilibrio e tanta fame per riuscire ad avere la meglio”. 

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