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ESCLUSIVA, Maltagliati: “Torino-Cagliari? Difficile per entrambe”

Per chi farò il tifo? Appenderò entrambe le bandiere fuori dal balcone! (ride, ndr)“.

Roberto Maltagliati era un centrale roccioso, come si diceva una volta. Ma solo in campo. La ruvidità preferiva lasciarla nel rettangolo verde. Al di fuori mostrava, e mostra tutt’ora, solo gentilezza e simpatia.

In Sardegna ha vissuto tra il 2004 e il 2005, ma lo ricordano tutti. In quell’anno e mezzo ha giocato nel Cagliari delle meraviglie, quello della promozione in A, con i vari Zola, Conti, Suazo, Esposito, Langella. E Lopez: “Gli faccio un grande in bocca al lupo, sono contento sia tornato a Cagliari“.

Come ricorda il periodo in Sardegna?

Gli anni di Cagliari sono stati meravigliosi, nell’isola ho conosciuto anche la mia fidanzata. Come ho sempre detto: se fossi arrivato in Sardegna all’inizio della mia carriera non mi sarei più mosso da lì (ride, ndr). Ci torno tutte le estati e quando arrivo mi sento con tutti i vecchi compagni, Daniele Conti in primis. Qualche settimana fa avevo sentito anche Rastelli“.

A proposito, cosa ne pensa dell’avvicendamento in panchina?

Sia Lopez, a Cagliari, che Rastelli, a Piacenza, sono stati miei compagni di squadra. Ma per Max (Rastelli, ndr) mi è dispiaciuto davvero tantissimo. Credo ci sia stata poca riconoscenza. Può capitare che ci siano tre-quattro partite in cui non vinci, ma poi bisogna dare il tempo per recuperare, vedi Nicola al Crotone lo scorso anno, o anche Pecchia al Verona in questa stagione“.

Quindi pensa avrebbe potuto dare ancora qualcosa al Cagliari?

I risultati che ha raggiunto, la promozione in A e la salvezza tranquilla, dovevano permettergli di avere qualche credito in più, nonostante qualche partita l’anno scorso l’abbia sbagliata. Contro la Lazio probabilmente avrebbero perso tutti, ma contro il Benevento avrebbe avuto una chance importante. Ma questo è solo il mio punto di vista, le scelte le fa la società: probabilmente l’ambiente non era più contento“.

Ora però con la scossa portata da Lopez sembra che il Cagliari possa aver trovato una spiraglio per uscire dalla crisi. Già nella partita di mercoledì qualcosa è cambiato.

Contro il Benevento è stata una partita clamorosa. Una vittoria a trenta secondi dalla fine, dopo il gol dei campani, era davvero insperata. Però sono quelle vittorie che danno morale, anche se dispiace per il Benevento. Sembra un anno in cui va tutto male“.

Diametralmente opposta la situazione del Torino. Cosa è successo ai granata? E come pensa che arrivino alla sfida di domenica?

Il Torino da quando ha perso Belotti non è più lo stesso. Ma il Toro non può essere solo un giocatore. Probabilmente è subentrato un problema psicologico, non vincere da cinque partite crea un problema. E al contrario del Cagliari che mercoledì ha vinto una partita incredibile, il Toro è ancora in difficoltà. Anche Mihajlovic ora sembra in discussione. Torino è un ambiente comunque difficile, lo conosco benissimo, ma probabilmente il mister è arrivato alla resa dei conti. Sulla carta il Toro dovrebbe vincerla, sennò sarebbe davvero in crisi nera“.

Ma chi vincerà alla fine?

Non sarà una partita facile per entrambe le squadre. Vincerà il gruppo: la squadra più concentrata fino alla fine“.

 

Si legge tra le sue parole che la passione per il calcio non si è esaurita, anzi. Sta pensando a un ritorno in panchina?

Ora sto seguendo l’Udinese Academy qui in Lombardia. Lavoro con i ragazzi e mi piace tantissimo. Poi se dovesse arrivare qualche chiamata vedremo…

 

 

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