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Un attimo che può cambiare una stagione

Fino alla fine. Fino all’ultimo respiro. Quando sei una squadra in crisi non devi mai smettere di crederci. Anche se sei stanca per le fatiche di novantacinque minuti di gioco. Anche se gli avversari, sotto per tutta la partita, hanno trovato il pareggio su un rigore (peraltro discutibile) al 94′. Anche, e soprattutto, se arrivi da cinque sconfitte consecutive.

Se i tifosi ti hanno sostenuto per tutta la partita, se hanno sofferto con te a ogni errore dettato dalla naturale paura di sbagliare. Ancora. E proprio quando non lo si poteva fare, con l’ultima in classifica ferma a zero punti. Se dagli spalti ti chiedono di “tirare fuori gli attributi”, la reazione migliore è quella di ascoltarli. E farlo.

Ecco perché Cagliari-Benevento era un’occasione unica per ricucire un rapporto tra squadra e tifosi che piano piano si stava lacerando a causa delle prestazioni opache degli interpreti in campo. Era un’occasione unica, ma stava diventando una tragedia, quando alla Sardegna Arena è sceso il gelo a causa del rigore concesso al Benevento. E trasformato da Iemmello. A qualcuno avrà ricordato, per la sensazione di buio e disperazione, il gol di Vecino, in Cagliari-Empoli 1-1, quando il Cagliari poteva dare una svolta al proprio campionato di tre anni fa, che sarebbe poi terminato con la retrocessione in serie cadetta. E fu invece punito nel finale dall’uruguaiano ora in forza all’Inter. È vero, siamo solo alla decima giornata. Ma visti i risultati e l’abbattimento del morale che può creare un pareggio maturato in questo modo, in molti, probabilmente, pensavano già allo stesso epilogo.

E invece no. Perché nell’antologia del calcio è pieno di attimi come quelli in cui Pavoletti incorna il pallone crossato dalla destra da Faragò, lo mette alle spalle di Brignoli muovendo la rete e poi corre verso i tifosi della Nord per un abbraccio in mezzo alla sua gente. Attimi di pazzia, che, come spesso accade, possono decidere un’intera stagione.

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