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ESCLUSIVA – Ditta, Lazio Style: “Lazio squadra matura, ma occhio alla stanchezza”

Questa settimana doppio appuntamento con la consueta rubrica Penna in trasferta. Dopo le parole di Matteo Petrucci di Sky Sport, ecco l’intervista a Cristiano Ditta di Radio Lazio Style.

I prossimi avversari del Cagliari stanno stupendo tutti, sia per gioco sia per risultati.

Sì, la Lazio arriva con il vento in poppa e con la consapevolezza della forza acquisita. Soprattutto la partita di agosto in Supercoppa ha cambiato le cose. Quando fai una vittoria così di spessore, come si suol dire, l’appetito vien mangiando. Ora la Lazio non guarda in faccia nessuno: ogni giocatore si sente coinvolto e ci tiene a far bene sia in campionato che in Europa League“.

Quanto è difficile quindi questa partita per i rossoblù?

Le partite sono facili se la squadra più forte le rende facili. La squadra di Lopez dovrà cercare di tardare il gol subito il più possibile. Se poi avesse anche la personalità e l’incoscienza di provare a trovare il risultato, il Cagliari può anche essere pericoloso. È chiaro che non si può aspettare di fare punti, ma deve provarci. Le piccole ormai devono avere questa prospettiva: non bisogna fare punti solo negli scontri diretti, ma provarci anche con le big. Anche perché proprio lì non hanno nulla da perdere“.

Da chi dovrà guardarsi maggiormente il Cagliari?

La Lazio è temibile come squadra: non solo i singoli, i vari Immobile, Milinkovic-Savic, Luis Alberto. La Lazio è diventata una vera squadra, molto matura tra l’altro. Per questo riesce a rendere facile ogni partita. Però deve stare attenta a non abbassare il ritmo, un po’ come ha fatto nel primo tempo a Nizza“.

Chi, invece, la Lazio deve temere del Cagliari?

La classifica. È vero che l’obbiettivo del Cagliari è la salvezza, e col tasso tecnico di cui dispongono i rossoblù dovrebbe essere in grado di farcela, ma quest’anno deve ancora dimostrare il suo valore. Per farlo deve giocarsela anche nelle partite cosiddette proibitive. Lopez immagino si aspetti anche una reazione da parte della squadra”.

A proposito di Lopez. Ha condiviso la scelta del cambio in panchina?

“Lopez a Cagliari ha fatto tanto come calciatore e sempre in Sardegna ha fatto la sua prima esperienza in panchina. La scelta secondo me ha penalizzato Rastelli, forse avrebbe meritato un po’ più di tutela. Ha pagato molto anche il calendario. Lopez è una soluzione concreta e può risultare vincente nell’immediato, perché può evitare alla piazza di smarrirsi. Altri nomi potevano essere rischiosi. L’uruguaiano invece ha la saggezza per gestire bene questa fase e per staccare in classifica qualche squadra meno attrezzata – penso a Benevento, Verona, magari anche il Crotone – raggiungendo così la salvezza. Ora però bisogna tenere la barra dritta e affrontare questo momento con calma”.

Nelle ultime tre partite però la Lazio è sempre passata in svantaggio per poi rimontare. Il Cagliari potrebbe sfruttare l’iniziale fase di studio dei biancocelesti?

“È verissimo. Ma è anche vero che è sempre riuscita a rimontare e questo è un punto di forza. La Lazio è una squadra che non si scompone. Probabilmente il Cagliari potrebbe sfruttare la stanchezza che alla lunga la Lazio avrà, dato che questo è il terzo di quattro impegni ravvicinati (sabato scorso a Torino, giovedì a Nizza, il Cagliari a Roma e poi mercoledì nell’infrasettimanale contro il Bologna, ndr). Se il Cagliari rimanesse coperto inizialmente, cercando di non subire troppo la partita, poi nella parte finale potrebbe sfruttare un po’ di appannamento dei biancocelesti. Un po’ come ha fatto la Spal all’Olimpico nella prima di campionato: corta e con un grande lavoro di sacrificio di Borriello, si è mantenuta equilibrata e ha fatto andare in ansia una Lazio che non aveva ancora la maturità di cui dispone oggi”.

 

 

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