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La prima volta di Pavoletti: aspettando gol e condizione fisica

Appena entrato sul terreno di gioco si è messo a scambiare passaggi con Joao Pedro. Un pallone un po’ lungo del brasiliano e pallone che finisce sotto la Nord. L’applauso è inevitabile, Pavoletti si emoziona, risponde, saluta. L’attaccante livornese è arrivato in Sardegna da due settimane, ma ha già percepito tutto il calore del suo nuovo pubblico.

Con la sua maglia numero 30 è sceso in campo dal primo minuto, nonostante l’ultima partita da titolare fosse datata 19 febbraio, Chievo – Napoli 1-3. Più che normale dunque che la condizione fisica non fosse delle migliori: lo stesso Pavoletti lo aveva annunciato alla presentazione e lo ha ribadito anche ieri sera nel post-gara: “Di certo non pensavo di poter fare tutti i 90 minuti. Fino alla partitella di mercoledì credevo avrei giocato solo gli ultimi 30. Un po’ di fatica, ma con l’esperienza sono arrivato fino alla fine” – si legge su L’Unione Sarda.

La difficoltà nella forma si è vista tutta, non c’è che dire. Ci mancherebbe: Pavoletti ha lottato, si è sacrificato, si è mosso bene facendo salire la squadra e lasciando lo spazio per i movimenti dei compagni. Tanti contrasti aerei, tante palle sporche gestite e messe al servizio della squadra. Un bel colpo di testa che, se Cordaz non avesse fatto il miracolo, avrebbe inaugurato la Sardegna Arena prima di Marco Sau e portato il Cagliari sull’1-0. Segni, questi, che fanno ben sperare per quando Pavoloso sarà realmente in condizione.

Perché nell’altra faccia della medaglia è stata comunque evidente la mancanza di ritmo partita. Gambe pesanti, un po’ di ruggine in qualche scatto e movimento e, soprattutto nel finale, difficoltà nel rendersi pericoloso, principale obbiettivo del bomber ex Napoli e Genoa. Ne sia simbolo il tiro un po’ sgangherato dal limite dell’area, finito lento alla destra della porta crotonese, che il numero 30 ha provato sul finire del match.

Ma Pavoloso arriverà e, insieme alla condizione, anche i suoi gol. Il DNA del bomber non mente.

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