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Finalmente Sau!

Non poteva che essere un sardo a battezzare la Sardegna Arena: “Una vittoria con mio gol, davvero non potevo chiedere di più. Ci tenevo tantissimo, sono felicissimo” le parole del bomber di Tonara riportate da L’Unione Sarda.

Un’emozione vissuta già all’arrivo allo stadio: “Abbiamo sentito un brivido, era qualcosa di nuovo e di bello“. Poi l’urlo strozzato in gola quando, pochi minuti prima del gol, l’attaccante rossoblù arriva sul pallone contemporaneamente all’avversario crotonese, che lo ostacola e soprattutto gli tocca la caviglia. Brutta botta per Sau, che tuttavia dopo aver ricevuto i soccorsi di rito si rialza, pronto a correre di nuovo.

Lo scatto successivo è quello del gol: passaggio filtrante di Joao Pedro – un cioccolatino – e pallone e attaccante dritti verso la porta, con la sfera che bacia il palo e si insacca alle spalle di Cordaz: una liberazione. Sau non segnava dal 21 maggio (sconfitta per 6-2 a Sassuolo) e dopo l’esclusione dell’Allianz Stadium e il palo di San Siro, sentiva forte l’esigenza di timbrare il cartellino.

Lo ha fatto (finalmente!). Un momento storico di un giorno storico. Ma se Pavoletti è più funzionale alla squadra perché con il suo movimento apre maggiormente agli inserimenti dei compagni e perché, come dichiarato dallo stesso Sau, “Borriello è più statico, mentre Pavoletti si danna maggiormente“, chissà che non sia un momento destinato a ripetersi spesso.

 

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