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Santoni: “Il mio ruolo, il Mister e gli obiettivi”

Parola a Michele Santoni, nominato coordinatore tecnico del Cagliari Calcio, intervistato dal club per la piattaforma social.

“Quello di coordinatore tecnico è un ruolo abbastanza nuovo in Italia e nasce dall’esigenza di raccogliere più dati possibili a beneficio del gruppo, svolgendo un lavoro integrato. Il mio incarico consiste nel mettere insieme tutte le informazioni ricevute dai membri dello staff tecnico e atletico, per aiutare a programmare delle sedute di allenamento il più efficaci possibili. Non solo per il giorno successivo, ma anche per una gestione a lungo termine. Il lavoro è iniziato solo da pochi giorni, sto conoscendo sempre meglio la squadra e i collaboratori. In particolare Mister Rastelli, con cui il rapporto deve essere per forza molto stretto perché devo capire il più possibile quali sono i suoi principi di gioco. Idem con gli altri collaboratori che si occupano della parte atletica. Io devo fare da collante unendo le varie tessere del puzzle”.

Sono cresciuto in ambito lavorativo nell’Ajax, dove ho potuto conoscere quello che reputo il giocatore ‘perfetto’: il danese Christian Eriksen. Un giocatore che ogni giorno desidera cimentarsi in qualcosa di nuovo, sempre con la massima applicazione. Non si accontenta mai e pretende tanto. La scuola olandese è ovviamente diversa da quella italiana, con molti vantaggi e alcuni difetti. Le fondamenta sono di grande spessore: strutture di base importanti e volontà primaria di far crescere e migliorare i calciatori. In Italia ho invece dovuto imparare a giocare per il risultato, a vincere a tutti i costi e questo mi ha comunque arricchito. Nel nostro calcio ho lavorato anche a livello di settore giovanile. Spero di portare a Cagliari tutto il mio bagaglio di esperienza”.

“Conoscevo già Mario Beretta e Max Canzi (rispettivamente responsabile del settore giovanile e allenatore della Primavera rossoblù, ndr), i quali mi avevano più volte parlato del progetto Cagliari. Il primo colloquio con Massimo Rastelli è stato ottimo: persona umile, squisita, mi ha messo subito a mio agio. La scelta a quel punto è stata facile, la cui bontà è stata confermata già nei primi giorni a Pejo. Un ottimo gruppo di lavoro, dai giocatori allo staff. In questo periodo in cui stiamo vivendo a stretto contatto, le cose possono andare in due direzioni: si sviluppa subito dell’astio oppure si va avanti tutti nella stessa direzione, stando bene tutti insieme. Devo dire che qui ho trovato una grande famiglia, in cui ogni individuo è funzionale al progetto. Con grande disponibilità. Il primo obiettivo è quello di raggiungere la salvezza, ma le modifiche che sono state effettuate a livello di staff sono state decise in modo specifico, per migliorare inoltre il gioco espresso dalla squadra”.

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