Giulini: “Combattere l’ignoranza non è semplice, con Curva Futura noi lo facciamo”

Il presidente rossoblù è intervenuto alla trasmissione radiofonica “Tamarindo” su Radio Popolare per parlare del caso Lukaku e del tifo alla Sardegna Arena

COLLABORAZIONE. “Cosa possiamo fare concretamente? Sensibilizzare gli stewart per individuare i responsabili e segnalarli alla Digos – ha detto il presidente Tommaso Giulini tornando sul caso dei cori razzisti – poi con le forze dell’ordine trovare le prove per poter incolpare le persone coinvolte. Le telecamere negli stadi non sono state pensate per leggere i labbiali, ma per evitare risse, situazioni di spaccio e quant’altro”.

ESEMPIO INGLESE. “In Inghilterra ad esempio, in un Chelsea-Manchester, ci hanno messo sette mesi grazie a tifosi e forze dell’ordine per individuare dieci imbecilli che a fine dicembre avevano fatto dei cori. Combattere l’ignoranza non è semplice, non bisogna lasciarsi prendere dallo sconforto”.

CURVA FUTURA. “Grazie al lavoro della fondazione di mio fratello Paolo noi da anni facciamo una battaglia culturale con diverse iniziative. Una di queste è la “scuola di tifo”, con la quale tutte le settimane andiamo nelle scuole a spiegare che tifare vuol dire sostenere, non tifare contro. Ogni domenica portiamo 150 bambini in un settore costruito per loro. In certe partite, come domenica scorsa, c’erano anche bambini che tifavano Inter insieme ai rossoblù”.

FRUSTRAZIONE. “C’è tanta rabbia per come questa vicenda è stata vista, soprattutto all’estero. Ormai Cagliari è stereotipata come una città razzista, ma io la frequento da trent’anni ed è tutt’altro. La città è ricca di cultura, con tanti immigrati che vengono aiutati in ogni modo dai sardi. Mi spiace tantissimo e non trovo giusta questa demagogia, in Inghilterra ho visto i commenti più duri”.

STADI. “Da noi si parla di uno stadietto dove qualsiasi fischio si sente benissimo, quindi questi ululati sono coperti da una quantità ben maggiore di fischi. Ci sono anche persone che non sanno fischiare che per cercare di deconcentrare il bianco o il nero che tira un rigore urlano insulti. Una parte di questi deficienti nemmeno vuole portare insulti razzisti. Né la procura, né la terna arbitrale, né noi in tribuna si è reso conto di questi pochi deficienti. Mi auguro non squalifichino nulla, perché non c’è stata la percezione di questo. Chiudere gli stadi non è la soluzione“.

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