Orsato difende la sua linea arbitrale: “Il Var resta” ma riconosce sei errori fatti nelle prime cinque giornate di A

Il designatore della Can spiega le scelte adottate fino al termine della stagione con meno interventi tecnologici uniformità nelle decisioni

Daniele Orsato, responsabile arbitrale della CAN, conferma la linea intrapresa dalla Commissione Arbitri Nazionale sul rapporto tra direzione di gara e tecnologia. Durante un incontro formativo con i media al centro Var di Lissone, il designatore ha chiarito che non esiste un metodo personale associato al suo nome, ma un percorso condiviso con il direttore tecnico per rendere più omogenee le decisioni degli arbitri.

Le parole del designatore

Orsato ha spiegato che l’obiettivo è proseguire fino al termine della stagione con un’impostazione precisa: “Il Var deve essere utilizzato per correggere gli errori evidenti, mentre le decisioni sul terreno di gioco devono tornare ad avere un ruolo centrale. Non esiste un protocollo Orsato. Continueremo a usarlo perché ci aiuti a sbagliare meno. Gli errori ci sono, ma stiamo cercando di migliorare”, ha dichiarato inoltre il designatore, sottolineando che il lavoro della Can nasce dal confronto con le esigenze di calciatori e squadre. L’intenzione, ha aggiunto, è mantenere una direzione stabile senza modificare criteri e indicazioni ogni settimana.

I sei errori arbitrali accertati in A nelle prime cinque giornate

Come riporta il Corriere dello sport in edicola oggi, il primo riguarda il fallo di mano in area di Vlasic in Torino-Milan: l’episodio risale alla prima giornata di campionato. Al 14′ della ripresa il cross di Alphadjo Cissé viene intercettato in area dal braccio destro di Nikola Vlasic: l’arbitro Zufferli lascia proseguire e il VAR Mazzoleni non lo richiama al monitor. Il braccio del capitano granata risultava staccato dal corpo e in movimento mentre il pallone si avvicinava, aumentando il volume occupato. Zufferli era di taglio rispetto al numero 10 del Torino e aveva difficoltà a cogliere il movimento a velocità reale, ma la scelta del Var di non intervenire è apparsa incomprensibile.

Intervento di Dragusin su Monterisi in Fiorentina-Frosinone
Al Franchi, nella serata del 29 agosto chiusa con il clamoroso 0-3 dei ciociari, l’episodio arriva dopo pochi minuti. Al 7′ del primo tempo, nell’area viola, Monterisi anticipa Dragusin, che lo colpisce sul piede sinistro, ma il direttore di gara non assegna il rigore. Il fatto che il difensore del Frosinone non avesse il pieno controllo del pallone poteva incidere solo sull’aspetto disciplinare, non sulla concessione del rigore. L’arbitro Collu lascia correre e dalla sala Var Prontera resta in silenzio.

Colpo di Jimenez su Bracaglia in Fiorentina-Frosinone
Sempre in Fiorentina-Frosinone, al 24′ del primo tempo, Jimenez reagisce a una trattenuta di Bracaglia: prima gli dà una manata per liberarsi, poi lo raggiunge e lo colpisce alla schiena. Il secondo colpo arriva a pallone lontano. Collu si limita all’ammonizione per fallo di reazione, ma si trattava di condotta violenta: manca il rosso.

Intervento di Caqueret su Britschgi in Como-Parma
Nella gara vinta 2-1 dal Como, a finire sotto la lente è un’entrata di Caqueret. Il francese è intervenuto in ritardo su Britschgi con un movimento a forbice, colpendo l’avversario senza una reale possibilità di giocare il pallone. L’intervento era stato punito solo con il giallo, quando la gravità del fallo imponeva l’espulsione diretta.

Fallo di mano di Lucchesi in Torino-Monza
Unico caso in cui l’errore è stato del Var per eccesso di intervento. Sedicesimi di Coppa Italia, Monza avanti 1-0 con il gol di Dany Mota. Al 95′, sul cross dalla sinistra di Che Adams, Lucchesi si è opposto con il braccio largo e ha fermato il pallone: Perenzoni ha concesso il rigore al Torino, ma, dopo il richiamo del Var Baroni, ha cambiato la sua decisione. Per Orsato si trattava di una valutazione di campo, sulla quale la sala di Lissone non sarebbe dovuta intervenire. Un errore decisivo per il passaggio del turno del Monza.

Trattenuta di Kalulu su Rowe in Juventus-Atalanta
L’episodio più recente e più discusso fa riferimento alla sfida allo Stadium tra Juventus e Atalanta. Alla mezz’ora del primo tempo, Samardžić ha trovato Rowe con un filtrante e l’attaccante nerazzurro è finito a terra in area per una trattenuta di maglia prolungata di Kalulu. Il difensore della Juve, in ritardo sull’avversario e ormai fuori dall’azione sul pallone, si è aggrappato alla maglia dell’atalantino trattenendolo nettamente e per diversi istanti. Zufferli ha lasciato proseguire e la sala Var ha deciso di non intervenire, catalogando la decisione come valutazione di campo. Ma la sanzione corretta sarebbe stata il rigore con ammonizione; non l’espulsione perché mancava il possesso effettivo del pallone da parte di Rowe, uno dei presupposti del DOGSO.

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