Amarcord – 6 giugno 1993. La sfida a distanza con la Samp

Cagliari e Brescia: due campi, altrettanti partite che avrebbero deciso chi tra rossoblù e Sampdoria avrebbe raggiunto l’ultimo posto utile per la qualificazione alla Coppa Uefa.

Tanti tifosi rossoblù ricorderanno quel 6 giugno 1993, la spiaggia del Poetto già affollata di gente per il gran caldo, la grande frenesia per l’ultima giornata di campionato.

Il Cagliari targato Carlo Mazzone, tutto grinta, determinazione e volontà, affronta il già retrocesso Pescara in un Sant’Elia festoso, mentre al Rigamonti di Brescia, la Sampdoria di Sven Goran Eriksson tenta di difendere il punto che la separa proprio dai rossoblù.

In palio c’è la qualificazione alla successiva edizione della Coppa Uefa, competizione che rispetto ai tempi odierni godeva di grandissima considerazione e dove le squadre italiane facevano sempre la loro ottima parte.

Dopo cinque minuti del primo tempo il Cagliari ha già messo in freezer la partita grazie alle reti di Pierpaolo Bisoli e Luis Ayrton Olivera, mentre il Brescia, ancora in corsa per la salvezza, al 12′ passa in vantaggio grazie ad un colpo di testa di Paolo Negro.

Le cose non si mettono bene per le rondinelle e per i rossoblù: causa un fallo da ultimo uomo su Mancini, il difensore bresciano Bonometti viene espulso. Non passano che una manciata di minuti che i doriani arrivano al pareggio grazie ad Attilio Lombardo, intanto il Sant’Elia riscalda il suo cuore grazie con il terzo goal in rovesciata di Francesco Moriero.

Si va al riposo con Cagliari e Samp a pari punti, ma con i doriani in vantaggio grazie agli scontri diretti.

La loro gioia, però, dura poco perché do solo 4 minuti della ripresa il centrocampista bresciano Domini indovina una punizione da 40 metri riportando in vantaggio i suoi.

A Cagliari iniziano i tifosi non vedono l’ora che termini la partita, mentre con il passare dei minuti i blucerchiati perdono forze e speranze.

All’80’ inzia ufficialmente la festa: l’ex rossoblù Saurini si guadagna un calcio di rigore che Florian Raducioiu realizza portando il Brescia sul 3-1, ma è sua maestà Enzo Francescoli che pone il definitivo sigillo di una domenica storica con una cavalcata culminata con il 4-0 per i rossoblù.

Pochi minuti dopo arriva il triplice fischio ed in tanti, Mazzone compreso, scoppiano in lacrime.

 

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