IL DOLORE. “Riguardo le nostro immagini, il tempo che è passato. Il grande bomber se n’è andato. Ma non piango il giocatore, piango il mio amico. Eravamo una squadra di amici. Gigi Riva oggi segnerebbe 50 gol a stagione, ho sempre sostenuto che fosse un dio. Il nostro dio“.
L’UOMO. “Lontano dal calcio era un ragazzo semplice, alla mano, non un divo. E sì, che avrebbe potuto permetterselo… Ne abbiamo combinate tante insieme: gli anni più belli della nostra vita. Oggi nessuno farebbe la scelta che ha fatto lui. Una scelta da nobile ribelle. Cagliari lo faceva sentire a casa. Non è che si sentisse un sardo. Lo era per davvero. Amava il bello. Adorava la musica. Sensibile e forte, allo stesso tempo“.



Era una persona con cuore enorme, era umile ed è sempre stato un grande campione.
Stai pronto che giochi titolare da subito, vicino a Valentino Mazzola e se guardi con la coda dell’occhio puoi vedere subito dietro Armando Maradona .Allora festa Gigi perché non sarai dimenticato.