CAMPIONE. Lutto nel calcio italiano. L’ex difensore di Milan, Roma e Nazionale Aldo Bet è scomparso nelle scorse ore in un ospedale di Varese: aveva 74 anni. Nato a Mareno di Piave (Treviso) il 26 marzo 1949, è stato uno dei difensori più temuti ed efficaci della Serie A negli anni Settanta. Stopper ostico per qualsiasi attaccante, era cresciuto nell’Inter dove aveva debuttato nella massima categoria. Poi 5 campionati nella Roma, uno al Verona e la lunga militanza nel Milan, in cui conquistò lo Scudetto della stella nel 1979. 269 presenze in A, senza reti. In bacheca anche due Coppe Italia e una Coppa Anglo-Italiana.
EPISODI. A Cagliari sono legati due episodi degni di nota della sua parabola calcistica. Il debutto in Nazionale (solo 2 gettoni per lui in azzurro), nella celebre Italia-Spagna al Sant’Elia nel 1971, che vide la contestazione del pubblico cagliaritano alla squadra azzurra (soprattutto contro il ct Valcareggi, reo di non aver schierato alcun rossoblù nell’occasione); e poi l’attimo che concluse la carriera di Gigi Riva. Rombo di Tuono correva infatti accanto a Bet, prima dell’ultimo infortunio che avrebbe rappresentato l’epilogo per il campione di Leggiuno. Era il 1° febbraio 1976. L’ex difensore ha allenato per qualche annata in squadre campane, prima di chiudere con il pallone.




Rip
Indimenticabili i suoi duelli, ruvidi, ma sostanzialmente corretti con Luigi Riva.
Dispiace.
Condoglianze alla famiglia ❤🙏🙏
🙏 Aldo Bet 🙏 fu l’ultimo stopper a “marcare” a uomo il nostro Gigi Riva nella sua ultima partita.😔
🙏R.i.p🙏 condoglianze alla famiglia per la grave perdita
Un ottimo difensore. Riva disse di lui che era stato uno dei difensori più difficili che aveva dovuto affrontare.
Difensore di un calcio che non c’è più. Il loro principale scopo quello di stare appiccicato al centravanti. Spesso marcatore di Riva, come Burgnich, Morini etc…R I P.
Uno di quelli che se avesse giocato sabato a Torino, avrebbe ostacolato in senso duro i marcatori della Juventus.
A Torino mancava il centravanti da opporre al difensore…. ci fosse stato Petagna o Pavoletti Bremer non avrebbe mai saltato solo …
E’ andata cosi’, purtroppo. Ancora non mi do pace.
Ma Bremer è notoriamente il miglior colpitore (ci aveva segnato anche col Torino) e noi che facciamo? non ci dirottiamo un difensore?…fermo restando che non era neanche una palla velocissima ma leggibilissima e il portiere poteva uscire.
In sintesi una vera frittata.
Ciao Massimiliano. Non so ricordi di allora, c’erano marcature ferree. Riva per potersi liberare di questi mastini doveva darsi da fare con i gomiti (il var non era ancora nato) e anche Boninsegna a sgomitare non era da meno. Liberatisi dal centromediano o stopper se preferisci, si presentava il libero. Con il calcio odierno Riva avrebbe segnato il doppio.
Mi ricordo tutto e anche io ex giocatore dilettante marcavo strettissimo.
Ok l’evoluzione, ok che oggi i difensori spesso hanno piedi buoni etc. ma almeno sui calci piazzati vogliamo riproporre un pò di malizia e di contatto fisico?
Era solo c….o Bremer!
Pensa che avevamo Altare che è forte di testa e i suoi sostituti erano in panchina. Ma se mio nonno non fosse morto.. È andata così. Ci rifaremo.
Claud…..la cosa che più mi imbestialisce è che non era marcato…non è che ha sovrastato qualcuno!
E se recuperi un’ intervista di Quagliozzi su you tube (ora provo a trovartela) ti specifica anche che con i palloni di oggi Riva segnerebbe da porta a porta quasi
https://www.youtube.com/watch?v=87Vg_SB-Kdw
Ho appena visto il video. Sono ringiovanito di cinquant ‘anni. Quagliozzi era un generoso in campo, grandi polmoni ed aveva anche un buon tiro. Al sant’elia lo visto segnare un goal. La sua fortuna è stata avere incontrato Chiappella che nella Fiorentina lanciò diversi giovani, fra i quali Brugnera, Merlo, Nuti ed altri. Sul tipo di pallone che si usava allora anch’io lo potuto usare durante il periodo del Sant’Elena dove mi ha pure allenato Sergio Bertola quando ero Juniores.
senza scordare i palloni di oggi, Riva ne avrebbe scoppiato in fondo al sacco quattro a partita!