Quanto è utile il VAR? – La parola ai colleghi

Il VAR, o se preferite il Video Assistant Referee.

Un innovazione che effettivamente coadiuva l’operato dei direttori di gara, o strumento che ha aumentato le polemiche in relazione ad errori, sviste o interpretazioni discutibili?

A tal riguardo abbiamo poste 3 domande ad alcuni colleghi della stampa sportiva:

1 – Sei favorevole al VAR? 

Fabiana Rebora (Sevenpress): “Favorevole fino a un certo punto. Se prima senza Var si scatenavano polemiche relative a numerosi episodi, adesso secondo me le polemiche che si vengono a creare in alcuni casi sono maggiori. Diciamo che la Var ha una potenzialità: quella di far parlare”.

Marco Frattino (Tuttonapoli.net): “Assolutamente sì, è uno strumento che ha già cambiato il calcio. In meglio, secondo il mio modesto parere, anche se c’è chi si lamenta di alcuni gol segnati ma ‘festeggiati’ con qualche secondo di ritardo. Ci può stare, meglio questa situazione piuttosto che assistere nuovamente agli scempi del passato, quando errori marchiani potevano cambiare non solo il corso di una partita, ma dell’intero campionato. Tuttavia, adesso, stiamo assistendo a un torneo migliore grazie all’utilizzo del VAR”.

Luciana Magistrato (Tuttomercatoweb Radio): “Preferisco un calcio più romantico e credo che il Var tolga molto in questo senso. Basti pensare che per avere la certezza di un gol, al quale magari già tutto lo stadio ha esultato, bisogna aspettare l’ok del Var che può anche annullarlo. E che dire di un giocatore sul dischetto che poi non può tirare il rigore perché il Var lo annulla (come accaduto a Pepito Rossi al debutto nel Genoa) o che comunque viene distratto dei minuti prima del tiro? Se però serve, come è stato dimostrato, a limitare gli errori anche i romantici del calcio come me dovranno abituarsi e contare fino a 10 prima di esultare”.

Antonio Vitiello (Milan News.it): “Si, sono favorevole. È uno strumento valido per cercare di evitare gli errori. Naturalmente qualcosa va ancora rivisto, ma era importante farsi aiutare dalla tecnologia”.

 

2) Secondo te gli errori arbitrali sono stati effettivamente ridotti?

Fabiana Rebora: “Var o non Var gli errori arbitrali ci saranno sempre. L’importante è essere sempre in buona fede”.

Marco Frattino: “Al netto di alcuni errori di valutazione, credo che il saldo sia ampiamente positivo. Quindi le sviste arbitrali sono state ridotte, ma capita spesso che il VAR intervenga per episodi che il direttore di gara e gli addetti ai lavori in panchina (ma anche noi giornalisti in tribuna stampa) non riescono a vedere in maniera chiara e pulita”.

Luciana Magistrato: Nella maggior parte dei casi mi sembra siano stati ridotti. Posso fare esempi sulla Fiorentina, che seguo assiduamente: senza il Var non le sarebbero stati assegnati dei punti importanti. Mi riferisco ai rigori di Benevento, contro la Lazio all’Olimpico e in casa con la Samp che sono stati correttamente assegnati solo grazie al Var. Ricordo anche le prime partite della Juve in cui alcuni casi topici sono stati giudicati correttamente solo con l’ausilio del Var”.

Antonio Vitiello: Gli errori sono calati rispetto al passato e gli episodi controversi sono creati dall’interpretazione dell’arbitro”.

 

3) Cosa si potrebbe fare per “migliorare” questo strumento?

Fabiana Rebora: “Prima di migliorare questo strumento, bisognerebbe prima agire su tutto ciò che ruota e che fa parte del calcio. Fare sempre tutto in piena armonia con serietà, sincerità e vero entusiasmo. Il resto verrebbe da se”.

Marco Frattino: In alcuni casi, bisogna limare i tempi e la lettura delle situazioni da parte dell’arbitro. Attendere quattro o cinque minuti per una decisione su un gol valido o meno, è effettivamente tanto nonché improduttivo per lo spettacolo e per i calciatori stessi. Però questo è un effetto collaterale, certamente col tempo anche gli arbitri riusciranno a prendere le giuste decisioni in minor tempo rispetto alle prime volte in cui è stato usato il VAR. La tecnologia acquista importanza grazie alla qualità dell’uomo, in questo caso dell’arbitro. I nostri direttori di gara stanno facendo esperienza con questo ‘strumento’, dunque sono fiducioso per il futuro.

Luciana Magistrato: “Lo strumento si può migliorare con l’abitudine ad usarlo in modo uniforme da parte degli arbitri altrimenti la cultura del sospetto non verrà mai meno. Alludo a quando e perché andare a rivedere le immagini, che devono essere date più veloci, utili e chiare possibili dai fornitori. Serve insomma un grande lavoro di confronto e di utilizzo continuo da parte degli arbitri anche fuori dal campo perché diventi un secondo occhio”.

Antonio Vitiello“Il Var come strumento è utilissimo, ma ci vorrebbero moviolisti specializzati sul campo in supporto al direttore di gara”.

 

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