Intervista al noto imprenditore Salvatore Floris, detto “Tote”, creatore della Novauto. Il giorno della consegna a Gigi Riva di una favolosa spider
(Fonte: L’Unione Sarda)
ORGOGLIO. “Ho venduto io quell’auto a Riva nel 1970. Una grandissima soddisfazione“: Salvatore Floris, detto “Tote”, ricorda l’acquisto da parte del bomber del Cagliari di una Dino 246 (conosciuta anche come Ferrari Dino 246). Una spider gioiello.
IN LUNGO E IN LARGO. “In quella foto abbiamo immortalato il momento della consegna della vettura. Ci siamo tutti. Meccanici, direttori della filiale, venditori“: ha affermato Floris. La storia avrebbe tramandato gli innumerevoli tragitti di Riva attraverso l’Isola, tanto per visitare l’entroterra e il popolo sardo, quanto per abbandonarsi ai tornanti della costa.
CURIOSITÀ. Per appagare una piccola curiosità, diamo uno sguardo al portale Classic Trader, la piattaforma specializzata nei veicoli classici: è presente un esemplare in vendita. Anno di fabbricazione 1970, alimentazione a benzina, 6 cilindri, 5 marce, trazione posteriore, freni a disco, 2.4 di cilindrata, cabriolet, poco meno di 72.000 chilometri percorsi, pronta a partire: il prezzo? 149.000 euro!



Ma non era un a Ferrari purosangue ma una fiat con motore Ferrari costruita in serie limitata x poter la fiat accedere ai campionati di rally questa in foto e la fiat Dino spider ..
Che bella storiella
A proposito, Floris parla di una foto mitica.
Sarebbe bello potessimo vederla anche noi?
Allora si poteva tagliare quella parte dell’intervista….
Le auto che comprano oggi i campioni passano tranquillamente la milionata.
E ne anno ben piu di due.
Vedi Neimar che perde in diretta un milione a videopoker e ride.
Ride.
Non è questione di numero di macchine costose,. E’ questione di classe e Gigi anche nell’acquisto di quella macchina meravigliosa (che per questo vale ancora molto) ha sempre dimostrato di averne tanta accoppiata ad una spiccata intelligenza. Mai ostentazioni fuori luogo, mai una parola fuori posto e notevole lungimiranza in tutto. Anni luce lontano, anche in questo, rispetto ad un certo stereopito di calciatore pacchiano che disperde fortune in cose futili (con eccezioni come Barella.)
Oppure Deiola che ha un aratro senza navigatore satellitare.