Una dinamo. Come quelle delle biciclette. Una macchina che trasforma il lavoro meccanico, quello dei piedi, in energia elettrica. E, dunque, luce. Luca Cigarini รจ la dinamo del Cagliari. Basta che giri lui, i suoi piedi, i suoi pensieri nella testa, ed ecco che gira tutta la squadra. Illuminata dalle sue giocate.
Per ingranare ci ha messo un po’, le caratteristiche fisiche e atletiche del giocatore richiedono del tempo in piรน per trovare la condizione migliore. E la lentezza spesso lo penalizza. Giร con il Benevento ecco qualche passo avanti, un bel pallone per Faragรฒ, nell’azione che poi ha portato al gol dell’ex Novara. Poi forse il rammarico per il rigore sbagliato contro il Verona gli ha fatto scattare la scintilla. Ed ecco che contro l’Udinese la dinamo Cigarini ha ripreso a funzionare alla perfezione, e con lui tutto il Cagliari: tanti i palloni recuperati; non inferiore la quantitร di azioni lanciate.
Perchรฉ si possono cambiare i moduli, i ruoli e gli interpreti. ร possibile adottare una filosofia di gioco e poi tutto il contrario. E probabilmente entrambe possono essere vincenti. Ma nulla toglierร mai al gioco del calcio, alla sua natura intrinseca, l’importanza del ruolo del regista. Del ruolo inteso come compiti da svolgere, prima ancora che come ruolo in campo (vedasi il Bonucci dei tempi della Juve).
Un metronomo che detti i tempi. Un faro, che quando si accende dร luce a tutti i giocatori in campo. Ma che non puรฒ restare spento, pena l’inevitabile impossibilitร di muoversi al meglio per tutto l’undici rossoblรน. Ecco perchรฉ Cigarini, domani contro l’Inter e per tutto il prosieguo della stagione, non puรฒ permettersi di spegnersi ulteriormente. D’altronde, se gira lui…


