Ancora troppo presto per dare dei giudizi netti, ma al momento le idee del tecnico rossoblù trovano parecchi limiti nell’applicazione
IL MODULO. Lo aveva detto fin dal primo giorno: “Lavoreremo sul 4-3-3”. Per Eusebio Di Francesco è questa la base su cui costruire la squadra e applicare la sua filosofia di gioco. Una scelta che ha cambiato le carte in tavola di una rosa costruita in passato per un 4-3-1-2 e che necessita quindi di un lavoro approfondito. Serve tempo.
CANTIERE APERTO. Esprimere giudizi dopo due partite sarebbe non solo affrettato, ma anche poco intelligente. Soprattutto se si pensa alle avversarie, due delle migliori squadre del campionato per gioco espresso nelle ultime stagioni. Possiamo però notare alcuni problemi su cui è necessario intervenire prima che finisca il mercato. Cerchio rosso sugli esterni, sia in difesa che in attacco. Cerchio giallo sul regista, perché DiFra vuole lì Marin ma ancora è da verificare se quella è la sua giusta collocazione. E intanto aspettiamo Godin, che alzerà il livello ma non sarà la panacea di tutti i mali.
APPLICARE LE IDEE. Per fare il lavoro che richiede Di Francesco manca ancora del materiale. Bisogna plasmare Sottil, bisogna aspettare Zappa e Tripaldelli, bisogna dare il tempo a Luvumbo e Marin che arrivano da altri campionati. Le lancette scorrono e ci si sta rendendo conto che troppi giocatori hanno bisogno di pazienza. Al momento il 4-3-3 sembra essere un modulo aleatorio, non ancora nelle corde della squadra. L’ultimo sprint di mercato sarà decisivo per dare le giuste certezze al tecnico.


