Yanis Massolin è uno dei giocatori rossoblù da tenere maggiormente sotto osservazione in questa fase della stagione. Fabio Pisacane gli ha concesso spazio nelle rotazioni e, dopo un avvio caratterizzato da tre panchine consecutive, il trequartista ha iniziato a trovare maggiore continuità.
Il percorso di adattamento alla Serie A richiede inevitabilmente tempo. Massolin arriva infatti da una stagione importante in Serie B, nella quale aveva messo in mostra qualità tecniche e fisiche sufficienti per attirare l’attenzione dell’Inter. Il club nerazzurro lo aveva acquistato e portato in ritiro durante la preparazione estiva, prima di optare per il prestito al Cagliari per permettergli di maturare esperienza nel massimo campionato.
Più spazio nelle ultime partite
Il 24enne ha iniziato la stagione senza trovare immediatamente spazio. Dopo tre panchine consecutive è arrivata la prima da titolare contro la Juventus, una prestazione che aveva fornito indicazioni positive. Successivamente Massolin è tornato in panchina, prima di essere nuovamente schierato dall’inizio contro il Bologna.
Proprio la partita contro i felsinei ha evidenziato in maniera più marcata le caratteristiche positive e le difficoltà attuali del giocatore.
La qualità tecnica non è in discussione
Quando il pallone arriva tra i piedi di Massolin, le sue qualità tecniche risultano evidenti. Il trequartista ha mostrato buon controllo della palla, capacità di muoversi nello stretto ed eleganza nel tocco. Sono caratteristiche che avevano già attirato l’attenzione durante la sua esperienza in Serie B e che rappresentano una delle basi sulle quali costruire il suo percorso in rossoblù.
La difficoltà emerge invece quando il gioco richiede maggiore intensità e rapidità nelle decisioni.
Il problema è anche fisico
Contro il Bologna Massolin è apparso lento e macchinoso, con una partecipazione limitata alla fase di corsa e al sacrificio. Il suo raggio d’azione è sembrato inoltre piuttosto ridotto e spesso il giocatore si è trovato lontano dalla porta.
Una caratteristica che ha finito per limitare anche il suo impatto nella fase offensiva. Massolin ha infatti privilegiato frequentemente la soluzione più semplice, scegliendo l’appoggio sicuro invece di provare la giocata in grado di creare una situazione di pericolo.
Manca ancora personalità negli ultimi metri
Il punto sul quale il trequartista deve compiere il salto più importante riguarda però la personalità negli ultimi 25 metri. Contro il Bologna sono mancate verticalizzazioni, attacchi degli spazi e iniziative individuali capaci di aumentare la pericolosità del Cagliari.
La sua partita è rimasta prevalentemente legata alla gestione del pallone, senza però quella componente di fantasia e coraggio che ci si potrebbe aspettare da un giocatore chiamato ad agire sulla trequarti. In alcuni frangenti, più che la giocata creativa, è prevalsa la ricerca del passaggio all’indietro.
In Serie A il tempo per decidere è minore
Un altro aspetto da migliorare riguarda la rapidità di esecuzione. Massolin tende a lasciare trascorrere troppo tempo tra la ricezione del pallone e la scelta della giocata. Un limite che può risultare particolarmente evidente nel passaggio dalla Serie B alla Serie A, dove la pressione degli avversari e la velocità delle situazioni riducono sensibilmente il tempo a disposizione.
Anche il pubblico dell’Unipol Domus ha percepito questo aspetto durante la partita contro il Bologna, con alcuni mormorii provenienti dagli spalti ogni volta che Massolin entrava in possesso del pallone, quasi a sollecitarlo a velocizzare la giocata.
Un percorso ancora da completare
La prestazione contro il Bologna non cancella le qualità che hanno portato l’Inter a puntare su Massolin e il Cagliari ad accoglierlo in prestito. Al contrario, fotografa soprattutto un giocatore ancora alle prese con l’adattamento alla Serie A.
Pisacane gli sta concedendo spazio e responsabilità e le prossime settimane saranno importanti per capire quanto rapidamente Massolin riuscirà a trasformare le proprie qualità tecniche in una presenza più incisiva nella metà campo avversaria.
Il talento nel controllo e nella gestione del pallone è evidente. Ora serviranno maggiore velocità di pensiero, partecipazione alla corsa e soprattutto personalità per cercare la giocata offensiva, caratteristiche necessarie per completare il passaggio dalla buona esperienza in Serie B alla piena consacrazione nel massimo campionato.



Io voglio continuare ad avere fiducia, lo ricordo migliore di così, sto sopportando ogni santa partita uno scarpone come l’insostituibile re dell’autoscontro Mendy e non vedo perché non debba avere pazienza con uno che almeno sa controllare un pallone.
Criticare e bocciare adesso il giovane Massolin non ha alcun senso, tutto il Cagliari è naufragato nelle ultime due partite.
Il ragazzo è giovane,ha piedi buoni e fisico, è vero la sensazione che si ha è che sia lento e quando ha la palla tra i piedi aspetta troppo tempo prima di giocarla, un limite che deve migliorare giocando ed acquisendo esperienza.
Purtroppo in A nessuno ti aspetta,ed il Cagliari ha un’urgenza di ripartire bene dopo le cocenti sconfitte.
Arrivano ora Roma e Lazio, due trasferte veramente brutte contro Squadre tra le prime tre in classifica.
Se vogliamo avere un centrocampo più attrezzato e competitivo dobbiamo utilizzare l’eterno Deiola e partite con Massolin e Gagliardini ( quasi impalpabili sabato ) in panca.
Fazzini ??? Non aveva fatto bene quando aveva giocato, dopo tanta panchina è il momento giusto di farlo giocare.
Maldini – Mendy ??? Insostituibili, visti gli altri attaccanti.
Esatto, anche io sabato allo stadio ho notato che il giocatore ha piedi buoni, ma deve velocizzare a dare il pallone. Troppo macchinoso. Ma si farà!! Forza Cagliari!
Ciao Michele,
abbiamo giovani calciatori come Romano, Mendy Massolin e dobbiamo dare loro fiducia.
Monza e Bologna 2 ” batoste tremende ”
con tanti giocatori che hanno fatto male, ma il Cagliari ha tutto il tempo necessario x reagire.
Troppo lento e zero personalità. Buona tecnica ma fa perdere un tempo al gioco e con passaggi laterali o indietro, senza dare mai profondità. Un Prati, molto piu tecnico e più giovane.
Ricorda Prati gioca in 3 mq
Diamogli qualche altra partita prima di giudicarlo troppo pesantemente, è alle sue prime gare in A, se velocizza le giocate secondo me potrà essere un buon elemento. Paragoni con Rabiot ch’è fisso in nazionale da anni e Thiago Motta non hanno alcun senso.
Nn serve a niente
Purtroppo la lentezza difficilmente si può migliorare
Il Rabiot dei poveri, un bel scarpone
Non è solo lui il polentone
Scarto dell’ inter