Il Como inaugura la campagna abbonamenti per la nuova stagione con un regolamento che rappresenta una novità nel panorama calcistico italiano. La società ha infatti introdotto due misure destinate a far discutere tifosi e addetti ai lavori: gli abbonati che salteranno più di tre partite casalinghe senza una comunicazione preventiva e una motivazione ritenuta valida potranno perdere sia l’abbonamento sia il diritto di prelazione per la stagione successiva. Inoltre, sarà vietato indossare maglie, sciarpe o altri simboli della squadra avversaria in tutti i settori dello stadio, fatta eccezione per la curva ospiti.
Le nuove disposizioni hanno subito acceso il dibattito tra i sostenitori lariani, reduci dall’entusiasmo per la storica qualificazione in Champions League conquistata dalla squadra guidata da Cesc Fabregas.
Una misura senza precedenti in Italia
Nel comunicato con cui ha presentato la campagna abbonamenti, il Como ha precisato che le assenze superiori a tre gare casalinghe dovranno essere comunicate preventivamente al club. In caso contrario, e in assenza di una giustificazione ritenuta valida, la società si riserva la possibilità di revocare l’abbonamento e negare il diritto di rinnovo.
Si tratta di una scelta piuttosto rigida, che non trova riscontri nei principali campionati europei. In Italia, club come Inter e Juventus prevedono requisiti minimi di utilizzo dell’abbonamento per conservare la prelazione, ma non contemplano la revoca della tessera né l’obbligo di motivare le assenze. Il modello adottato dal Como ricorda piuttosto alcune realtà dello sport professionistico statunitense, dove gli abbonamenti possono essere revocati in particolari circostanze.
Non sono mancate le critiche. Diversi tifosi hanno evidenziato come gli impegni lavorativi, spesso incompatibili con anticipi e posticipi comunicati a ridosso delle partite, possano rendere difficile rispettare le nuove condizioni.
La spiegazione del club: contrastare il secondary ticketing
Di fronte alle polemiche, il presidente Mirwan Suwarso ha chiarito le motivazioni della scelta. L’obiettivo principale è limitare il fenomeno del secondary ticketing, ovvero la rivendita dei biglietti al di fuori dei canali ufficiali, evitando che posti destinati ai tifosi del Como vengano occupati da sostenitori delle squadre ospiti.
Con una capienza di circa 12 mila posti, lo stadio Sinigaglia registra una domanda nettamente superiore all’offerta. Secondo il club, nelle ultime stagioni numerosi tifosi biancoblù sono rimasti senza biglietto, mentre in alcuni settori erano presenti sostenitori delle squadre avversarie.
La società ha inoltre precisato che la misura non sarà applicata automaticamente. Gli abbonati impossibilitati ad assistere a più di tre gare potranno semplicemente comunicarlo al club, mantenendo così i propri diritti. Eventuali provvedimenti scatterebbero solo in presenza di comportamenti ritenuti irregolari o sospetti.
In arrivo la piattaforma per la rivendita ufficiale
Il nuovo regolamento rappresenta anche una soluzione temporanea in vista dell’introduzione di un sistema ufficiale di rivendita degli abbonamenti. Nel corso della stagione, infatti, i possessori della tessera potranno cedere il proprio posto fino a otto volte attraverso la piattaforma del club, seguendo un modello già adottato da altre società italiane.
L’obiettivo è garantire maggiore controllo sulla circolazione dei biglietti e offrire ai tifosi un’alternativa regolamentata rispetto ai canali non autorizzati.
Vietate le maglie avversarie fuori dalla curva ospiti
L’altra grande novità riguarda l’accesso allo stadio. Il regolamento stabilisce che maglie, sciarpe e altri simboli della squadra ospite potranno essere esibiti esclusivamente nel settore riservato ai tifosi ospiti. In tutti gli altri settori, compresi tribuna e distinti, il personale potrà impedire l’accesso o procedere all’allontanamento durante la partita.
La decisione arriva dopo alcuni episodi verificatisi nella scorsa stagione al Sinigaglia, quando la presenza di tifosi ospiti nei settori riservati ai sostenitori lariani aveva generato tensioni e costretto la società a intervenire pubblicamente.
Tifosi lariani divisi
Le nuove norme hanno diviso l’ambiente. Sui social molti tifosi hanno contestato un regolamento giudicato eccessivamente restrittivo, soprattutto per quanto riguarda l’obbligo di giustificare le assenze e il divieto di indossare colori avversari anche nei settori tradizionalmente considerati neutrali.
Altri sostenitori storici, invece, hanno appoggiato la linea del club, ritenendola uno strumento utile per tutelare l’identità del tifo lariano e garantire che gli abbonamenti siano utilizzati da chi segue realmente la squadra. Secondo questa interpretazione, valorizzare la presenza costante allo stadio rappresenta anche un modo per premiare la fedeltà dei tifosi in una piazza dove la richiesta di posti supera ormai ampiamente la disponibilità.
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Praticamente non avendo tifosi vogliono costringere quelli che fanno l’abbonamento per vedere le altre squadre a diventarlo.
Il Como calcio è la pubblicità per il loro vero business, evidentemente uno stadio semivuoto di tifosi contro le squadre della parte destra della classifica e pieno di tifosi avversari contro le squadre più rappresentative non è mediaticamente accettabile
Pensa che queste stesse regole sono applicate da almeno un decennio in Inghilterra e in diversi stadi spagnoli! Non proprio gli ultimi arrivati, cosa non ti torna ?
Ecco spiegato il motivo per la quale sono rimasti 30 anni in serie C .
Regole lecite,lo stesso problema c’è a Cagliari,ogni strisciata che arriva,fa riempire distinti e tribuna di tifosi avversari. Magari si applicasse anche qui!
Mi sembra un tantino fuori dalla liceità e dalla legalità ma evidentemente a Como si utilizza il codice civile (e la Costituzione) indonesiano.
Questo è Stalinismo allo stato puro
Non esageriamo, rispetta semplicemente la gran co*lionaggine dei tempi che viviamo.
Più fascismo allo stato puro!
A furia di sentire le innumerevoli sciocchezze di Trump anche loro non vogliono essere da meno .
Trefiletti e associazioni a tutela dei consumatori scansatevi 🤣
Cose dell’altro mondo,si sono montati la testa….